In un momento difficile in cui la crisi economica distrae gli interessi generali dalla cultura che spesso vive una concezione abbastanza cristallizzata e poco sensibile ai mutamenti del contesto, nelle retrovie esiste anche un mondo culturale mentalmente più aperto e che ha voglia di confrontarsi, un mondo fatto di sacrifici, abnegazione ed amore per le forme artistiche.

Esperienze interessanti , solitamente indipendenti, che portano alla luce fenomeni artistici che non si possono ignorare e che dovrebbero crescere attraverso incontri, scambi e cornici più adatte alle loro potenzialità. Questa premessa per spendere parole di dovuti ringraziamenti ad un gruppo di artisti agrigentini che, all’insegna dell’Associazione Culurale TetrAnima, operano con passione e professionalità regalandoci spettacoli di ricercati contenuti e di piacevole fruizione. Intuizione non difficile dopo avere gustato l’ultima produzione dell’Associazione TeatrAnima presso il suggestivo scenario delle Fabbriche Chiaramontane dove ha avuto luogo la magia della rappresentazione “Miti ed eroi, amuri canti e spiranza nel giardino delle Esperidi”.

L’idea nasce da una ricerca dell’Architetto Salvatore Di Salvo, artefice anche della regia e delle scene nonché Direttore artistico della predetta Associazione, il quale ha composto una sorta di rielaborazione dei miti narrata sulle scene con efficacia espressiva in un connubio originale tra racconto, teatro, poesia, musica, canto e danza attraverso un percorso tendente anche alla valorizzazione turistica del nostro territorio con le sue ricchezze paesaggistiche ed agroalimentari. Una originale kermesse di varie performances attraverso le interpretazioni di Salvo Preti e Giusi Urso per quanto riguarda la recitazione intervallata dai brani musicali eseguiti da Olga Begeza alla fisarmonica con il contributo vocale di Salvatore Di Salvo e dai passi di danza di Claudia Frenda. Sono stati eseguiti brani di Bella, Bregovic, Mazzone, Lautari, Rota, Kaballà, Formisano, Calì, Modugno, Esposito, Maglia e Profazi.

La storia mitologica è stata raccontata in un viaggio ideale, apparentemente spensierato, che si è snodato tra i miti greci secondo autorevoli fonti tratte da autori quali Esiodo, Omero, Sofocle, Diodoro Siculo, Cicerone, Ovidio, Claudiano e Apollodoro. Personaggi leggendari quali Zeus, Era, Kore, Persefone, Demetra, Ade, Athena, Poseidone, Ulisse, Penelope, le ninfe Esperidi, Eracle, Atlante, Fillide, Demofonte, Eros, Apollo e Dafne, sono stati gli illustri protagonisti di un racconto fiabesco e poetico, politico ed ironico al tempo stesso, che ha narrato del grano e delle stagioni, dell’ulivo, degli agrumi, del mandorlo e dell’alloro, oltre che della Sicilia con le sue varie suggestioni.

Tutte combinazioni armoniche ed appropriate le cui forme espressive sono andate oltre il mero intrattenimento poiché le performances, che per il loro genere hanno attraversato varie accezioni della cultura, possono essere assunte anche come strumento efficace per l’analisi della natura umana e del sociale. Un viaggio tra forme e suggestioni teatrali e musicali dove da un verso è emerso il canto, mezzo di comunicazione inimitabile e bellissimo che nessuno strumento al mondo è ancora stato in grado di uguagliare per varietà di toni ed inflessioni. Dall’altro verso è emersa la parola capace di realizzare la più viva forma di comunicazione tra individui e di mettere in contatto gli esseri umani per avere modo di spiegare la propria esperienza sia del mondo esterno che del mondo interiore.

Uno spettacolo di testo, popolare, che affonda pienamente le proprie motivazioni nella ricerca e nell’autonomia del processo creativo e che ha reso possibile quel sottile stratagemma che porta il pubblico da una realtà illusoria ad un’autentica scoperta dei collegamenti tra filosofia antica e teatro. Il tutto rispettando i concetti di tempo, spazio e movimento. Un lavoro innovativo in cui l’interazione fra espressioni artistiche diverse come musica, canto, recitazione, video e danza ha costituito il dato stilistico saliente in un’abile mescolanza tra reale e surreale.

Tuttavia, anche se in tutto questo si respira aria di novità e sperimentazioni, è doveroso sottolineare come gli artisti in genere sono spesso in difficoltà sia per la mancanza di supporti economici sia per la mancanza di spazi dove potere esibire i propri spettacoli. Guardando alla situazione nel suo complesso, abbiamo da un lato le istituzioni che sono una specie di area blindata, un bunker che arranca anch’esso sotto il peso di tagli di spesa e mancanza di investimenti ( anche se in tempi migliori non sempre hanno svolto il ruolo di filtro necessario a favorire l’ingresso di compagnie giovani e testi contemporanei) dall’altro lato artisti o compagnie che nascono e cercano di farsi largo fra le mille difficoltà. Tra i tanti disagi si sottolinea pure il ruolo degli artisti che non possono sempre accontentarsi della cosiddetta visibilità. Il principio che l’artista come qualunque altro lavoratore della cultura debba essere pagato, va difeso anche da loro che sono costretti a diventare imprenditori di se stessi, o meglio autonomi gestori della propria creatività, a costo di non indifferenti sacrifici personali. Considerato l’ottimo percorso intrapreso da TeatrAnima possiamo auspicarci per loro che le sfide più difficili possano diventare opportunità.