Dopo i successi di pubblico e critica riscossi durante le rappresentazioni estive, la commedia dialettale brillante in tre atti “Lu Serafinu addummisciutu” sarà in scena in Belgio da domani, giovedì 13 ottobre.

Soddisfazione ed entusiasmo quindi per la compagnia teatrale “Nino Martoglio”, fondata e diretta da Aristotele Cuffaro il quale ha, altresì, scritto il testo della commedia in questione e ne ha curato la regia. I giovani attori grottesi, attesissimi dalla comunità italiana in Belgio, daranno vita a due rappresentazioni che avranno luogo rispettivamente venerdi 14 ottobre presso il Centro Culturale di Seraing e sabato 15 ottobre a Montagnée.

Per eventuali prenotazioni è attiva la linea telefonica al numero 04.3375454.

La commedia sarà interpretata da Aristotele Cuffaro,  Gabriele Russello, Luca Russello, Ilaria Polifemo, Antonio Mercato, Flavia Iannello e Gaetano Tirone. Fonico Datore luci Antonio Villardita. Lo spettacolo sarà certamente di gradimento per gli italiani, in particolare i siciliani, che si trovano in Belgio i quali potranno rispolverare il proprio dialetto e divertirsi per i contenuti spiritosi e comici della messinscena. La trama riguarda la vicenda del Direttore Gardiddu il quale in piena notte si alza per andare in bagno dopo avere avvertito un fortissimo dolore nell’apparato genitale ma non riesce nella minzione.

Decide quindi di raccontare il fatto alla moglie Tresa che impaurita dalla sospetta impotenza del marito chiede a suo cugino, Dottore Crisantemu, di visitarlo privatamente per mantenere il problema nel massimo della riservatezza. Dopo diverse vicissitudini, intrecci e doppi sensi, Gardiddu decide di farsi ricoverare in ospedale sfidando il pregiudizio popolare di uno sposo inutile perché impotente. Uno spettacolo comico-dialettale nel quale le battute, gli equivoci, il sano umorismo sono gli ingredienti principali e nel quale Cuffaro ha voluto porre l’attenzione al Teatro ed in particolare al dialetto quale ‘lingua’ che rappresenta e custodisce le origini dei popoli e del loro territorio. Una dimostrazione che il dialetto, malgrado la sua apparente veste elitaria, riesce tutt’oggi ad affascinare la gente e a mantenere saldo e forte l’orgoglio della nostra amata Sicilia in tutto il mondo.