A partire da giovedì 13 ottobre, presso il Cinema Mezzano di Porto Empedocle, avrà luogo un ciclo di proiezioni  del film “Sul’Amuri”, melodramma tragico e popolare tratto con libero adattamento dalla novella “La lupa” di Giovanni Verga.

Gli spettacoli avranno inizio alle 18.00 e alle 20.30 per quattro giorni, sino a domenica 16 ottobre. Il film, scritto e diretto da Giovanni Volpe il quale ne ha curato altresì la sceneggiatura, è interpretato dallo stesso Giovanni Volpe (Malerba) e da Giorgia Flora ( gnà Pina ovvero la Lupa),  Angelo Costanza (Nanni Lasca), Giovanna Dominici (Mara), Francesca Carrubba (gnà Filomena ) e Giuseppe Crapanzano ( Cardillo). Le musiche sono composte e orchestrate da Accursio Antonio Cortese.

La trama ha inizio all’alba quando, tra le braccia di Cardillo, muore Nanni Lasca. La notizia, attesa per anni, giunge a Malerba che, oramai semi-cieco, rivive la sua vita con la gnà Pina, detta la Lupa, suo grande amore, tragicamente uccisa – o forse no – da Nanni Lasca. In un tormentato recupero della memoria Malerba rivive quella stagione, quelle gioie, quegli avvenimenti che sono alla base del suo intenso dolore. .

sulamuriSi snoderà quindi la nota vicenda della protagonista verghiana che ha esordio quando nell’aia, insieme alla sorella Ninuzza, è da poco arrivato a lavorare Nanni Lasca, un giovane bello e forte la cui presenza turba non poco, sin da subito, la gna Pina, donna non più giovane ma di una bellezza intensa e selvaggia la quale tenterà di circuirlo in ogni modo. Nel suo progetto è tuttavia ostacolata da Malerba che la ama di un amore sgraziato e intenso tanto che spesso la protegge dall’ostilità di tutti gli altri abitanti dell’aia.

Durante il banchetto matrimoniale di Cardillo e Lia, approfittando del fatto che Nanni Lasca ha bevuto, la Lupa, una volta rimasta da sola con lui, si dichiara senza mezzi termini arrivando a proporgli un approccio carnale. Nanni si defila con delicatezza e le chiede invece in sposa la figlia, Maruzza. Ferita e umiliata, la gnà Pina acconsente e costringe la figlia, che è a conoscenza della passione della madre, alle nozze. Stretto il patto, in un impeto di passione, dentro la stalla, sotto gli sguardi curiosi e increduli degli altri abitanti dell’aia, la gnà Pina riesce ad avere l’agognato approccio sessuale con Nanni. Nei due anni successivi a quella notte, la gna Pina, convinta da Malerba, si allontana dalla sua casa lasciandola agli sposi i quali nel frattempo hanno un figlio. La donna vive in un vecchio casolare dedicandosi alla dura fatica dei campi dove prova la solitudine e la lontananza da Nanni …

In questa sede non ci soffermiamo sul finale della storia, già noto ai lettori di Verga, quanto piuttosto sul personaggio della Lupa in cui si fondono sensualità animalesca e conturbante, aggressività e pulsioni inconsce dagli effetti spesso dirompenti. Una figura complessa e intrigante, simbolo dell’eros e del tabù dell’incesto, completamente aliena alla legge della “roba” che non esita a violare sacrificando la figlia, la sua dote e anche i propri averi per avere ciò che desidera. Un soggetto sicuramente non facile da interpretare impersonato da Giorgia Flora la quale ha ci esprime la sua soddisfazione.

“Interpretare la Lupa – sostiene Giorgia – è stata per me un’esperienza significativa che ha arricchito il mio bagaglio artistico nel passaggio dal teatro al cinema e che ho vissuto con entusiasmo nonostante i disagi e le fatiche che tutto il cast ha dovuto affrontare considerati i tempi tecnici e le difficoltà scaturenti dalle attività di un cinema di tipo indipendente dove la produzione è interamente a carico di chi ci lavora. Guidata dalla professionalità e dall’esperienza del regista e sceneggiatore Giovanni Volpe ho vestito con grande emozione e con immedesimazione i panni della gnà  Pina quale personaggio animato da forti passioni e slanci sentimentali che mi hanno portata ad esprimere il meglio della mia recitazione assumendo ogni espressione della Lupa fino ad impossessarmi del personaggio persino nei suoi momenti estremi.

Un personaggio – conclude la Flora – che, nonostante le sue contraddizioni, ho amato pur se diverso dalle mie connotazioni caratteriali e che mi ha colpita per la sua forza e per le sue debolezze nel gioco tra l’amore e la passione”.