di Angelo Palillo –  La visita di Byron a Girgenti si arricchisce di una nuova testimonianza. Identificata nella locanda Bella Napoli la dimora dove il sommo poeta e il suo amico John Cam Hobhouse passarono l’unica notte siciliana oltre 200 anni fa, precisamente il 30 agosto del 1809, dopo aver visitato, al chiaro di luna, la mitica Valle dei templi di Agrigento.
La testimonianza, anche se indiretta, venne riportata, molti anni dopo, da Emily Lowe nel libro “Unprotected Females in Sicily, Calabria, and on the top of Mount Aetna” edito a Londra nel 1859. Si tratta del resoconto di un viaggio in Calabria e in Sicilia fatto in compagnia della madre nel 1857.

La Lowe riporta che George Gordon Byron aveva alloggiato nella locanda Bella Napoli, la stessa da lei utilizzata nel soggiorno ad Agrigento. Questa notizia l’aveva appresa dall’amabile personale della locanda che si vantava del miglioramento della loro città dai giorni di Byron che era stato ospitato nella locanda. La descrizione raccontata dal personale della Locanda Bella Napoli narra che il sommo poeta britannico prese alloggio in quello che fu definito l’unico albergo della città che aveva una finestra nella Via principale. In realtà nella spianata di Lena c’erano due locande attive, probabilmente, già dalla fine del Settecento.

La Locanda Bella Napoli fu acquistata da Pietro Badalamenti, cuoco del Vescovo, intorno al 1820. La locanda successivamente ospitò anche il famoso scrittore francese Alexandre Dumas padre nel 1835.
Per il Prof. Rosario Portale, già docente di Letteratura Inglese dell’Università di Catania e direttore della collana di libri “Viaggi e Viaggiatori in Sicilia” che comprende anche la traduzione del libro di Emily Lowe, il testo letterario è da considerarsi assolutamente attendibile e il contesto linguistico conferma il soggiorno di Byron a Girgenti.
Byron partì per il suo Grand Tour nel 1809, un costume in voga nel nord Europa che risaliva ai primi del settecento. Byron visitò il Portogallo, la Spagna, Gibilterra, la Sardegna, la Sicilia e Malta, la Grecia, l’Albania, la Turchia e nuovamente la Grecia. Il racconto poetico di questo suo viaggio, Childe Harold (Il pellegrinaggio del giovane Harold), riempì l’immaginario collettivo dell’opinione pubblica del Vecchio Continente.

Che Lord Byron, fosse stato a Girgenti, lo attesta la lettera da lui scritta, da Malta, alla madre il 15 settembre del 1809. Scrive Byron: “You have seen Murray and Robert by this time, and received my letter. Little has happened since that date. I have touched at Cagliari in Sardinia, and at Girgenti in Sicily, and embark to-morrow for Patras”. Notizia confermata da John Cam Hobhouse, amico di Byron, che scrive nel suo diario “Mercoledì agosto 30 1809. “………..Avvistammo con un cannocchiale le rovine di un tempio, le colonne &c., sotto la città, l’antica Agrigentum su una collina. Sbarcammo nel porto sul molo, verso le sette e trenta. A nessuno tranne per Byron e me, obstantibus omnibus, fu permesso di scendere dalla barca.”