Ferragosto 2016, tra obiettivi mancati e danni alla nostra immagine

Ancora una volta tutti i buoni propositi che erano stati prefissati al fine di evitare qualunque tipo di danno verso i territori presi d’assalto nel giorno più caldo dell’anno, sono andati praticamente in fumo. Circolano costantemente sui social immagini imbarazzanti tra la sconcerto di coloro che le hanno immortalate, riguardanti la presenza di ogni tipo di rifiuti sulle spiagge dell’agrigentino.

Ma allora il problema dove trova la sua base?

L’obiettivo di limitare i danni attraverso il divieto di accampamento o di accendere il tipico falò di ferragosto non è stato altro che un mancato supporto della pubblica amministrazione verso una delle tradizioni più belle della città dei templi. Il rumore notturno del mare, i concerti musicali improvvisati intorno al fuoco sono stati considerati le cause più importanti dell’indecoroso spettacolo che, purtroppo, puntualmente, è alla vista di tutti gli agrigentini ed in particolare di tutti i turisti presenti. Il problema non trova soluzione in nessuna di queste situazioni, il problema ha ad oggetto qualcosa che non può essere limitata da nessuno.

Il tanto famigerato senso civico del buon cittadino dovrebbe venir fuori proprio in queste circostanze, perchè la bottiglia di liquore o i sacchi di immondizia che sono stati immortalati non sono il frutto di accampamenti o falò, sono il frutto dell’ineducazione di casi isolati che, sfortunatamente, trovano il modo di divertirsi insultando moralmente e fisicamente l’agrigentino e la sua meravigliosa terra.

L’obiettivo di “limitare i danni” è diventato nient’altro che un danneggiamento delle nostre tradizioni più belle.

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