Il regista Aurelio Grimaldi al centro polifunzionale San Nicola di Grotte

Interessante iniziativa presso il centro polifunzionale San Nicola di Grotte dove sabato 20 febbraio, alle ore 20.00, avrà luogo un incontro con il noto regista Aurelio Grimaldi il quale presenterà il suo ultimo film-documentario “Alicudi nel vento”. L’iniziativa è organizzata da Aristotele Cuffaro per conto dell’Associazione Culturale-Teatrale “Nino Martoglio” e gode del patrocinio del Comune di Grotte, nella persona dell’Assessore alla cultura Giusi Cimino, e della sezione di Racalmuto della FIDAPA.

Il documentario, presentato all’OFF 2015, ha concluso il concorso Filmmaker in Sicilia nella 61esima edizione del Taormina Film Festival riscuotendo consensi di critica e pubblico. La pellicola è incentrata su un’esperienza educativa ed umana ed é ambientata nell’arcipelago delle Isole Eolie, ovvero ad Alicudi, luogo sperduto dove persino le strade e le macchine costituiscono una rarità. Grimaldi nella prima parte del suo lavoro procede alla descrizione dell’isolotto appartenente alla provincia di Messina e lo presenta come un puntino nel mar Mediterraneo, un segno di bellezza naturale e incontaminata, abitato da circa 100 persone che trascorrono, seppur con difficoltà, la loro esistenza quotidiana. Nell’isola, dove lo Stato non fa sentire la sua presenza, l’unico edificio pubblico, seppur in condizioni precarie, è rappresentato dalla scuola mentre, per il resto, gli abitanti sono costretti a rivolgersi alle isole vicine. Protagonista del lavoro di Grimaldi è un maestro che, giunto ad Alicudi per lavoro, impara piano piano a conoscere la gente del luogo e a rapportarsi con essa. In merito si sottolinea che il regista, prima di cimentarsi nella cinematografia, svolgeva la professione di insegnante, esperienza che gli ha consentito di soffermarsi sulle varie sfaccettature relative alle esigenze e alle tendenze giovanili del luogo. Il documentario, definito una sorta di remake rustico dell’attimo fuggente, evidenzia infatti l’efficacia di un originale metodo di insegnamento che si approssima alla cosiddetta “scuola della strada” .

Un’impresa davvero difficile considerati, da parte dei giovani, gli evidenti errori ortografici e l’indifferenza verso il presidente della Repubblica, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Verdi contrapposti al grande interesse nei confronti di Lady Gaga. Un contesto che farebbe pensare a una specie di Scuola di Barbiana in salsa sicula, ma in realtà, ricollegandosi al tema della globalizzazione, Aurelio Grimaldi, nei panni del professor Keating senza giacca e cravatta, evidenzia certi aspetti di una società dove è difficile che il singolo esca dagli schemi precostituiti, dalle regole considerate immutabili, per manifestare la sua personalità ed il diritto all’autonomia nelle scelte. Un modo di insegnare ai propri alunni “alternativo”, controcorrente. Un pensiero vintage in pieno stile sessantottino di cui, a dir la verità, la scuola italiana dell’epoca contemporanea ne ha pagato le amare conseguenze.

Come ammesso anche dal regista Aurelio Grimaldi, nessuno di quei ragazzi di Alicudi ha proseguito sulla strada dello studio e, in conclusione, al massimo alcuni studenti sono andati a salutarlo al porto mentre partiva. “Non è mai stata mia intenzione – sottolinea il regista – esporre i ragazzi al giudizio pubblico ma dimostrare come un certo modo di fare scuola può essere in grado di valorizzare e dare nuova linfa alle passioni e ai desideri dei giovani, anche di coloro che vivono in un posto di frontiera come Alicudi”. E così nel bel mezzo della battaglia tra governo e insegnanti che ha diviso in questi mesi la platea dei pro e contro la riforma della scuola, “Alicudi nel vento” ricorda che la buona scuola è quella che chiede agli insegnanti il coraggio di proporsi ai propri alunni per quello che si è, senza filtri che servono soltanto ad aumentare le distanze. “Al di là dei miglioramenti scolastici – conclude Grimaldi – mi sono innamorato dell’isola e di questi ragazzi. Ed anche se alcuni di loro non hanno proseguito gli studi, sono sicuro che tutti non dimenticheranno mai questa esperienza”.

Sicuramente una serata di interesse cinematografico ma anche sociale e pedagogico presso il centro polifunzionale San Nicola di Grotte per riflettere sul fatto che qualche volta il cinema riesce ad insegnare molto e permette di comprendere qualcosa sul senso della vita perché un film, con la sua forza, può essere capace di riuscire a coinvolgere persino l’anima dello spettatore andando ben oltre la solita funzione ludica e di distrazione.