Cisl Agrigento. Lettera aperta in occasione del nuovo anno

Riceviamo e pubblichiamo

L’inizio del nuovo anno (2016) è per gli attori sociali e politici il “primo giorno di scuola”, alcuni ripetenti, pieni di buoni propositi e spesso impreparati.
Proviamo per il nuovo anno ad elaborare un programma, una piattaforma che metta al centro, la persona ed i suoi bisogni di prima necessità.

Il lavoro, l’occupabilita’ deve essere l’assillo dei governi,l’epicentro sui cui programmare l’attività degli esecutivi. L’Italia è all’ultimo posto per il livello di occupazione, dietro noi solo Grecia, Turchia e Macedonia, che hanno le stesse percentuali della provincia di Agrigento.

Non lasciamoci ingannare dai dati che arriveranno a fine anno. Conteremo circa un milione di lavoratori a tempo indeterminato in più rispetto al 2014 ma senza avere creato un solo nuovo posto di lavoro. Grazie all’utilizzo degli sgravi, infatti, le imprese stabilizzano i lavoratori precari, per di più a costi esorbitanti per la collettività che ammontano a circa 5 miliardi di euro senza avere, tra l’altro, le garanzie di stabilità occupazionale che almeno l’art. 18 garantiva. Costi che pagheranno le nuove generazioni di lavoratori,a carico dei quali sarà il pagamento delle prossime pensioni.
Governo Nazionale e Regionale da soli non risolveranno il problema, è quindi necessario che le singole amministrazioni locali assumano un ruolo dì responsabilità, fondamentale per la ripresa economica e sociale, mettendo a reddito ogni singolo euro, investendo risorse per realizzare o completare infrastrutture in modo da creare nuova occupazione.
Economizzare e utilizzare i risparmi di gestione, migliorando il sistema di affidamento tramite appalti pubblici è possibile, rivedere i contratti in essere, ridurre tariffe e imposte locali è un’altra possibilità per dare respiro ai cittadini e all’imprese.
Ovviamente per fare questo, occorre trovare il giusto equilibrio tra interessi contrapposti, anteponendo il beneficio collettivo agli interessi di “bottega”.

In questo contesto, dobbiamo dare un contributo alla crescita culturale del luogo in cui viviamo ,sopratutto aiutando i più giovani, realizzando borse di studio in collaborazione con l’Universita’ per selezionare i nostri migliori giovani, per creare una sana competizione consentendo, al contempo, di restare nella loro terra, perché di ciò ne trarremo beneficio.
Parlare degli altri è più facile, parlare di se stessi diventa complicato.
Ci proverò parlando del Sindacato Confederale, spesso messo in discussione, apparentemente colpito da crisi irreversibile…ma non è proprio così.

Il Sindacato è più attivo che mai, confermato dai dati di crescita delle adesioni. Checche’ se ne dica il sindacato rimane ad oggi l’unico baluardo a tutela delle posizioni oligarchiche di aziende e dirigenti che credono di potere agire unilateralmente senza controllo alcuno. Rimane ancora uno dei pochi corpi intermedi in grado di garantire tutele, evitando sopraffazioni e imposizioni, alleato e garante dei lavoratori che va certamente preservato più che banalmente messo sotto accusa. La Cisl agrigentina, sindacato di grandi valori,radicato nel territorio e nei luoghi di lavoro è punto di riferimento di lavoratori,pensionati,disoccupati,inoccupati,consumatori,cittadini e imprese.
L’anno che verrà ci caricherà di maggiori responsabilità, i nostri dirigenti consapevoli di ciò , a testa alta e guardando “oltre”, sapranno dare ancora una volta, il giusto contributo per la salvaguardia dei posti di lavoro e per la crescita della provincia.