Rapine alle Poste, quale sicurezza per i dipendenti? Nota del segretario Sip Cisl Lanzafame

POSTE:  Rapine, scassi, mazze, escavatori, mezzi ariete contro vetrate     uffici postali, pistole, taglierino, sequestri di persona.

Quale sicurezza per i dipendenti, clienti e strutture?
Meno dividendi per azionista e più investimenti per la sicurezza.

L’Ing. F. Caio, Amministratore Delegato di Poste, all’ atto del suo insediamento, tra i svariati programmi, ha dichiarato che si sarebbe da subito “impegnato” per la sicurezza dell’azienda. La CISL, da sempre attenta a questa problematica, ha plaudito alle proposte del A.D. – ma come spesso accade nel nostro paese e soprattutto in azienda Poste – quasi mai i buoni propositi si trasformano in fatti.

C’è sempre una risposta per non averli potuto realizzare: mancanza di risorse economiche, troppa burocrazia interna. O forse, “risparmi” perché, la prevenzione ha un costo elevatissimo e i costi si traducono in “meno dividendi per gli azionisti”.

Scelte aziendali queste, ci mancherebbe! Ma per il sindacato, la salute, la vita, la serenità, nei posti di lavoro è primaria e di fondamentale importanza. I lavoratori non sono solo numeri e matricole! Com’è risaputo le rapine determinano molto spesso gravi conseguenze di natura psicologica  per i lavoratori : disturbi acuti e post  traumatici da shock.

Non passa giorno, che gli organi d’informazione non parlino di rapine più o meno efferate ai danni di uffici postali. Ma nelle ultime settimane, grazie l’ennesima denuncia della Slp Cisl, abbiamo apprezzato al riguardo, da parte dei dirigenti dei territori, un interesse a volere affrontare la problematica attraverso incontri con Prefetture, Questure e Forze dell’Ordine. E per quello che ci e’ dato sapere, qualche tentativo da parte di quest’ultimi, si è riscontrato. Ma questo non basta! Abbiamo bisogno di fatti!

Non basta piazzare qualche vigilantes in più davanti l’ufficio postale, dopo avere esortato più volte la sua presenza. Ma occorre intervenire sulle infrastrutture e strumenti di prevenzione, che se attivati scongiurerebbero il tentativo da parte dei malfattori. I direttori hanno più volte rappresentato ai superiori gerarchici, le disfunzioni, ma il balletto delle responsabilità’ entra in campo….E’ sempre colpa di chi sta sopra..( burocrazia).

Qualcuno sussurra, dentro le ovattate stanze, che questo e’ il rischio del mestieri. Ma naturalmente il rischio è per gli altri: i lavoratori.  Certo un maggiore senso civico potrebbe rappresentare un deterrente. E’ difficile non sentire, ad esempio, nel pieno della notte l’abbattimento di pareti, uffici, tramite camion ed escavatori. Il mese di dicembre è alle porte. Il grido di allarme dei dipendenti e’ forte ed il panico prende il sopravvento. Cara azienda ed Istituzioni, dobbiamo aspettare il dramma per intervenire, come siamo abituati in questo paese?

Noi ci auguriamo di non essere stati “cassandra” ma, invece, tutori di persone e per questo sollecitano per tempo, interventi. Nei prossimi giorni intensificheremo le agitazioni.

Il segretario regionale Slp cisl                                                                                                                       Giuseppe Lanzafame