Venerdì 28 agosto, alle ore 21.00, approda al Porticciolo turistico di San Leone lo spettacolo “Questo folle sentimento che … “ realizzato dalla neo costituita Associazione culturale agrigentina “TeatrAnima “ con la regia di Salvatore di Salvo.

Un evento sicuramente da non perdere considerato il successo di pubblico e critica conseguito lo scorso 23 agosto con il debutto a Siculiana Marina che ha contato numerosi spettatori catturati dal calore delle note e dalle ottime performences degli attori e dei ballerini. La rappresentazione ha coinvolto anche persone capitate sul luogo passando per caso le quali, pur rimanendo in piedi per esaurimento di posti a sedere, non hanno potuto fare a meno di trattenersi sino alla fine. Sotto forma, seppur opinabile, di Musical è stata offerta una produzione innovativa studiata nei particolari che ha combinato diversi settori artistici con un format del tutto originale.

Attraverso un’attenta ed intelligente costruzione dei dialoghi, delle liriche e delle canzoni una fetta del panorama artistico-letterario-musicale del presente e del passato è stato letteralmente scomposto, ricomposto ed interpolato con canzoni, pezzi recitati e significativi passi di danza. Dalle pagine degli scrittori, nonché dai brani musicali di ieri e di oggi, sono emerse quelle strane figure che di consueto si agitano tra le innumerevoli pieghe e contraddizioni dell’animo umano. A volte con ironia, a volte con cinismo, a volte con dolore, hanno raccontato di piccole nevrosi, di difficoltà nei rapporti umani e familiari, di solitudini e delusioni: “errori” ed “orrori” quotidiani nei quali non è poi così difficile riconoscere se stessi.

Sul palco Salvatore Di Salvo (che oltre a curare la regia si è occupato anche dei costumi e delle scene) il quale con la sua calda voce ha dominato tutte le scene e le coreografie in un’atmosfera coinvolgente tenuto conto che il canto dal vivo fa sempre la differenza ed è sempre idoneo ad avvolgere il pubblico nella soavità delle note soprattutto quando si è in vena anche di malinconiche memorie caserecce.

Un variegato disegno artistico sul tema delle emozioni in varie sfaccettature nel corso del quale sono stati proposti brani musicali di Simona Molinari, Domenico Modugno, Adriano Celentano, Formula 3, Paolo Conte, Arisa, Raphael Gualazzi, Giuliano Palma, Fred Buscaglione, Vinicio Capossela ed Ennio Morricone. L’evento è stato valorizzato anche dall’accurata selezione dei testi teatrali incentrati sulle opere di Achille Campanile, Annibale Ruccello, Roberto Benigni, Eugène Ionesco, Alan Ayckbourn, Rainer Fassbinder e Jaques Prevert.

I temi legati all’emozione e al sentimento sono stati affrontati in maniera leggera ma profonda attraverso l’impeccabile recitazione di Salvo Preti ricca di energia, naturale, spiritosa e contagiosa con la quale l’attore ha rappresentato personaggi diversi e ben caratterizzati. Brave anche le attrici Donatella Sanfilippo e Zaira Picone le quali con la propria professionalità e con una certa carica hanno incantato il pubblico grazie anche a ruoli che ne hanno messo in risalto le doti permettendo loro di esprimersi con una vasta gamma di sfumature artistiche e interpretative.

I momenti di danza, firmati da Gisella Mancuso della Tersicorea Danza di Agrigento, si sono succeduti nelle esibizioni di Noemi Castronovo ed Angelo Martorella i quali, con stile e posizioni eleganti, hanno eseguito diverse combinazioni adeguate e in sintonia con le sensazioni della musica.

“ Quando mi chiedono a quale genere artistico appartenga “Questo folle sentimento che…” – afferma lo stesso Di Salvo – confesso di avere qualche difficoltà nel rispondere perché non è un musical, non è una pièce teatrale, non è un concerto e non è una performance di danza. Eppure racchiude al suo interno tutte le formule riconducibili a detti generi di spettacolo. Forse l’origine, o meglio, la “suggestione creativa” è da ricercarsi nel varietà televisivo degli anni ’60 a seguire, quello del sabato sera e della TV “in bianco e nero”, per intenderci. Erano gli anni in cui attori di cinema e teatro, scrittori, autori, cantanti, musicisti, direttori d’orchestra, conduttori, registi, costumisti, ballerini e coreografi, e non soltanto italiani, transitavano sul piccolo schermo scrivendo pagine memorabili della storia della Rai e della televisione.

E’ stata questa la mia prima “formazione artistica” poiché, sebbene ancora bambino, grazie alla TV ho potuto conoscere il teatro musicale di Garinei & Giovannini ed attori indimenticabili (Bramieri, Scala, Panelli, Valori, Agus, Ninchi, Rascel, Dapporto, Chiari, Fabrizi, Dorelli, Valeri, Colli, Proietti, Montesano, Modugno…) e poi Canzonissima, Studio Uno, Sanremo … ma devo ammettere che anche i più recenti “talk show”, con le loro variopinte girandole di artisti e personaggi, sono stati fonte di ispirazione”.

Un’operazione rischiosa ma una scommessa vinta per Salvatore Di Salvo e per il suo cast come tutti i lavori prodotti da artisti coraggiosi che, credendo fermamente in un progetto, rischiano in prima persona portando in scena dei veri concentrati di arte, talento e altissima qualità: progetti nuovi che mettono in evidenza valore, creatività e gusto. L’operazione di questo tipo ricorda molto quello che da anni si fa già nel mondo dell’opera, ovvero trasportare i grandi classici in nuovi ed inediti contesti, non tanto per uno spirito di affermazione vanagloriosa del regista, quanto piuttosto per permettere al pubblico di riscoprire significati ormai forse dati per scontati.

Di Salvo ha escogitato un connubio tra varie discipline artistiche rinnovando col proprio lavoro la meravigliosa “Magia del Teatro” e ha portato a casa il risultato secondo le aspettative partendo anche da un ottimo materiale umano, da persone dotate di talento che sono state molto ben preparate. Il tutto con una scenografia di base dai pochi elementi e che è risultata vincente rendendo più chiari e fluidi anche molti passaggi narrativi. Quindi un regista sensibile, attento, esigente, capace di disegnare scenografie minimaliste e farle sembrare molto significative, di idee brillanti e trovate intelligenti impiegate al servizio dello spettacolo che sorprendono senza diventare mai fini a se stesse. Una rappresentazione assolutamente da vedere, prodotta ed interpretata con professionalità ed orgoglio da talenti agrigentini, che già dal debutto è entrata nei cuori di pubblico e critica e che sicuramente otterrà gli stessi risultati venerdì al Porticciolo turistico di San Leone. La partecipazione è gratuita.