Ciak Donna: si proietta “Father and Son”

Prosegue la rassegna cinematografica organizzata dall’Associazione Culturale “Ciak Donna” di Agrigento  presso  il Dioscuri Palace Hotel di San Leone che già la scorsa settimana, in occasione della proiezione del film “Mommy”, ha registrato sala piena e successo di pubblico.

locandinaSi ricorda che la rassegna è incentrata sul tema “Gioventù da amare” per evidenziare il complesso mondo adolescenziale dotato di un insieme di problemi, molti dei quali legati a sperimentare la pubertà e le tribolazioni emotive dell’età.

L’attenzione è quindi rivolta alla gioventù che rappresenta una fase evolutiva articolata e complessa caratterizzata da rapide modificazioni fisiche, sessuali, cognitive e sociali in merito alle quali anche l’adulto deve affrontare un processo di cambiamento lento ed impegnativo vagliando modalità di relazione e di comunicazione.

Il prossimo film sarà proiettato domani, martedì 25 agosto, alle ore 21.00, sempre con ingresso gratuito. Sarà la volta di “Father and Son” di Hirokazu Koreeda con Masaharu Fukuyama, Yòko Maki, Jun Kunimura, Machiko Ono.

 Il film, prodotto nel 2013, rappresenta una toccante e misurata riflessione sulla paternità che interroga i legami, il tempo e il sentimento incentrandosi sul valore di un rapporto paterno costruito sull’amore invece che sul Dna . Il regista giapponese racconta la difficile paternità di Ryota, divisa tra il pregiudizio del “sangue” e la realtà dell’affetto, segnata dalla sua stessa esperienza di figlio. Quando Keita ha sei anni, Ryota (Masaharu Fukuyama) e la moglie Midori (Machiko Ono) scoprono che alla sua nascita c’è stato uno scambio di neonati  e che il loro figlio naturale è un altro.  Il padre si trova di fronte alla necessità di una decisione terribile: scegliere il figlio naturale o il bambino che ha cresciuto e amato per sei anni?

Il giapponese Koreeda conferma le qualità artistiche di cui ha sempre dato prova con questa esplorazione splendidamente misurata di un dilemma che mira dritto al cuore dell’uomo.  Con un cast in grado di conferire all’opera un valore aggiunto altissimo, Kore-Eda non si lascia mai tentare dal richiamo del melodramma, che è nelle corde del soggetto ma non nelle sue, e mantiene un registro contenuto ma attento ai particolari e ai piccoli incidenti del vivere descritti con leggerezza e abilità in una trama elaborata con sensibilità, tenerezza ed emotività coinvolgenti.

In particolare, nonostante il film racconti la maturazione di Ryota rispetto al suo essere padre (che passa forzatamente dal suo essere stato figlio a sua volta di un certo padre) sorprende la verità con la quale il regista coglie le reazioni dei due bambini, bloccati tra la fiducia che ripongono nei genitori, la volontà di ottenere la loro ammirazione e il disagio dell’incomprensione. La serata sarà introdotta con i saluti di Margherita Rimi cui seguirà la presentazione del film a cura di Elisa Cilona. Un film senz’altro interessante a cui la cittadinanza è invitata ad intervenire.