Agrigento Jazz Festival: un successo che si riconferma

La rassegna musicale “Agrigento Jazz Festival” segna il proprio percorso di qualità anche nella presente seconda edizione nel cui contesto la magia della musica ha acceso la Valle dei Templi e a pieni consensi ha fatto il suo ingresso ai piedi del Tempio di Giunone, location privilegiata capace di evocare atmosfere di grande intensità.

Anche quest’anno nell’autentico teatro naturale del Parco Archeologico si sono espressi artisti di elevato livello nazionale ed internazionale con proposte di notevole spessore che in quattro serate si sono intrecciate in uno straordinario mix di linguaggi musicali. Il progetto, nato dall’idea di alcuni esponenti dell’Associazione MennulavirdiE20, ha riscosso ampi e meritati consensi da parte della critica e del pubblico che ha accolto la proposta con attenzione ed entusiasmo tali da tradurre il sentire di queste giornate in un crescendo di partecipazione. Dal 30 luglio al 2 agosto si sono succedute eccellenze della musica ponendosi tutte allo stesso modo su un piano individuale e paritario che ha dato rilievo al rapporto simbiotico con lo strumento di pertinenza.

Una quattro giorni intensa che ha contribuito a diversificare l’offerta dell’intrattenimento estivo in città attraverso proposte di musica a trecentosessanta gradi con un’anima legata indissolubilmente al Jazz e alle varie sfaccettature di questo genere straordinario che ha deliziato il numerosissimo pubblico accorso sia per la notevole qualità della musica proposta che per la unicità del sito: una ineguagliabile cornice dove ha palesemente regnato l’energia che si sprigiona dall’armonia tra l’evento e il luogo che la contiene. Una declinazione, in ogni genere e formula, del rapporto tra musica e magia del territorio dominato dagli arrangiamenti eleganti e raffinati degli artisti nel complesso compito di ritagliarsi spazio con garbo e personalità. Un succedersi di serate che non hanno deluso sia i neofiti che gli appassionati del genere poiché, nonostante il difficile periodo di crisi che stiamo attraversando, gli organizzatori sono riusciti ad ottenere uno standard musicale eccezionalmente alto, degno dell’importanza che il Festival già dallo scorso anno riveste nella città dei templi. Una manifestazione che già nella precedente edizione ha proposto performances di band differenti scelte tra i nomi più in voga del jazz del momento quali Giuseppe Milici e Francesco Buzzurro, Danilo Rea Trio con Ares Tavolazzi e David King, Jason Lindner e Roberto Gatto Quintet.

Anche quest’anno l’evento ha evidenziato le competenze e la qualità degli artisti coinvolti. La presente edizione è stata aperta dalla cantante Laura Lala la quale si è esibita nello spettacolo “S’iddu moru” proponendo temi e suggestioni provenienti dalla migliore tradizione jazzistica nonché da quella culturale siciliana in un intreccio di risultati sorprendenti di cui sono state protagoniste composizioni originali con testi prevalentemente in dialetto siciliano. In una sapiente e ben dosata alternanza tra musica e voce Laura Lala è stata accompagnata da Claudio Giambruno ai sassofoni, Sade Mangiaracina al pianoforte, Carmelo Venuto al contrabbasso ed Emanuele Primavera alla batteria. Un progetto intriso di temi popolari in un percorso ricco di sperimentazioni e contaminazioni musicali tra il jazz moderno e le antiche tradizioni della nostra terra ed un inizio non casuale del Festival agrigentino che già nella precedente edizione aveva aperto i battenti con il concerto dei musicisti siciliani Buzzurro e Milici proprio per privilegiare l’impegno, la capacità e la competenza dei nostri musicisti che, nel caso specifico di Laura Lala, si muove anche secondo un’ottica di recupero del dialetto nel jazz italiano.

Hanno fatto seguito l’energia e la tecnica raffinata della band Joey Calderazzo trio feat JC, Eric Revis & Justin Faulkner . Il pubbico ha particolarmente apprezzato l’estro e il talento di Joey Calderazzo, pianista americano che si è ritagliato un suo ruolo di rilievo nella scena contemporanea jazzistica east coast Usa e che per anni ha suonato con Michael Brecker, fondatore degli Steps Ahead, nonché ultimamente con Bradford Marsalis sassofonista di Sting. La terza serata è stata animata da Fala Brasil Samba chic con un repertorio che ha spaziato dalla tradizione dello Choro, Bossa Nova e Samba popolare per arrivare alla tradizione della World Music Axé de Bahia.

Sul palco Vincenzo Palermo alla chitarra e voce, Edimar Macedo vocalist e performer, Giampaolo Terranova alla batteria, Gianni La Rosa al basso elettrico, Gaetano Riccobono alle tastiere e Alessandra Micale alle percussioni. La band ha entusiasmato i presenti con un repertorio celebrativo di due significative figure della storia della musica brasiliana, il poeta Vinicius de Moraes e il padre della musica Bahiana Dorival Caymmi, ed ha proposto anche brani Choro passando per la bossa nova fino a toccare la World Music brasiliana con punte afro reggae e timbalada. L’ultimo appuntamento ha evidenziato la spiccata capacità per tecnica e pulizia nelle esibizioni della band Gegè Telesforo Quintet guest Alfonso Deidda. Un epilogo di altissimo livello con l’entertainer foggiano di grande talento Gegé Telesforo, da sempre artista poliedrico, polistrumentalista, raffinato vocalist, compositore, conduttore e autore di trasmissioni radiofoniche e televisive, cultore della musica nera e anche produttore discografico. Sul palco dell’Agrigento Jazz Festival è stato accompagnato da Alfonso Deidda ai fiati, Seby Burgio Ac piano & El piano, Alberto Fidone al contrabbasso e Peppe Tringali alla batteria.

Una nutrita rassegna musicale che ha richiesto impegno costante da parte dell’Associazione MennulivirdiE20, soprattutto nella persona di Pietro Alongi, lungo un percorso difficile in cui qualità e originalità si sono fuse nel riuscitissimo tentativo di introdurre in modo più incisivo questo tipo di musica nella nostra città dato che é stato privilegiato l’ambito jazzistico non di facile assimilazione o di primo avvicinamento. Si consideri cha il Jazz appartiene a quella categoria di musica che si ascolta seduti lasciando libero spazio alla fantasia e che in queste quattro serate si é stabilito il necessario contatto con i musicisti in atmosfere in cui gli esecutori sono stati in simbiosi con il pubblico che ha attentamente percepito il loro viaggio musicale. Un avvenimento di rilievo internazionale per il quale lo staff ha operato con grande armonia e, in proposito, si segnalano il prezioso lavoro del Coordinatore artistico Franco Capitano e quello di Fausto Bruccoleri nonché la precisa e professionale presentazione dell’evento da parte di Miriam Di Rosa. Considerato il risultato lusinghiero dell’iniziativa non possiamo che augurarci una terza edizione sempre con la premessa di creare interesse culturale anche al di fuori dei confini comunali e regionali e di ampliare , in maniera diretta attraverso concerti live, la conoscenza di questa musica contemporanea al nostro tempo per dare continuità ad una kermesse che ha saputo instaurare il proprio rapporto con un pubblico affezionato in un periodo estivo in cui la città ha maggiormente bisogno di iniziative. Quindi un trend di alta qualità che auspichiamo venga riconfermato e un’occasione anche per tanti visitatori di conoscere le nostre bellezze in una città, con le sue ricchezze e valori, che deve essere capace di trovare uno spazio di espressione adeguato, sia in termini di promozione che di attrazione turistica, puntando sulle capacità di valorizzare proposte credibili e culturalmente valide. Tutte prerogative che con intrecci di note, di vita e di cultura fanno un unicum del rapporto emozionale che lega Agrigento e il Festival Jazz.