Valle dei Templi ostile. Accoglienza indegna dei giovani studenti del Nuovo Pagliarelli di Palermo

Riceviamo e pubblichiamo

Il Comitato Civico Quartiere Pagliarelli di Palermo denuncia quanto accaduto ai giovani studenti della Scuola Elementare Nuovo Pagliarelli durante il viaggio di istruzione compiuto il 23 aprile 2015 nella meravigliosa Valle dei Templi di Agrigento.
Tanto meravigliosa, quanto ostile e preoccupante per come sembra venga gestito il Parco archeologico. Infatti, quaranta bambini con età media 10 anni e relative maestre e accompagnatrici, dopo tanto camminare e meravigliarsi tra le rovine elleniche, trovavano chiusi i servizi igienici del Parco, senza nessuna comunicazione, senza nessuna assistenza, senza alcuna giustificazione.
Neanche l’intervento delle forze dell’ordine, prontamente chiamate, riusciva a rendere accessibile un servizio che sembra che in mattinata funzionasse correttamente.
Unica possibilità, quella di rivolgersi al vicino ristoratore che, con urla e gestacci, metteva subito in chiaro l’obbligo della consumazione per chi avesse voluto fruire della latrina. Con la genuinità e l’innocenza che contraddistingue i bambini, tutti immediatamente con le mani ai quattro soldini affidatigli dai genitori. Non gli sarà sembrato vero! Per una fortunata coincidenza, si vedevano costretti e incomprensibilmente autorizzati a comprare gelati e patatine, sicuramente particolarmente graditi quanto strumentali ad un’esigenza fisiologica impellente e incontenibile.
Gli interrogativi sono tanti.
E’ questo il modo corretto di gestire il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento? Gli altri siti archeologici siciliani, sono gestiti allo stesso modo? Non sarebbe opportuno verificare se è consuetudine “spingere” i visitatori verso servizi privati “a pagamento”? Capita spesso che i turisti subiscano questo disservizio? E’ questa la proverbiale accoglienza dei siciliani verso i turisti? E ci chiediamo, soprattutto, chi chiederà scusa a quei bambini, chi cambierà le impressioni e i contenuti dei loro racconti su quanto accaduto, chi li convincerà che in Sicilia c’è ancora speranza.
Non lasciate, ancora una volta, che i bambini siciliani diventino premature vittime di questa Sicilia che non vuole cambiare e non vuole capire.

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