Bonsignore (AIL): “Solo ad Agrigento, anche le onlus devono pagare il suolo comunale”

A pochi giorni dalla conclusione della campagna delle Uova di Pasqua dell’AIL (c’è tempo fino a dopo Pasqua per le prenotazioni) la presidente della sezione provinciale, la dottoressa M. Anna Bonsignore, ha tracciato un bilancio della manifestazione, non senza qualche spunto polemico.

“Devo innanzitutto ringraziare – ha esordito la Bonsignore – tutti coloro i quali si sono impegnati per l’ottima riuscita della manifestazione. L’unica, voglio ricordarlo, riconosciuta a livello nazionale, nonostante altre organizzazioni tentino ogni anno di sfruttare la scia mediatica, inserendosi abusivamente con le loro promozioni, cercando così di carpire la buona fede dei cittadini. Noi come AIL abbiamo rispetto per tutte le persone in difficoltà qualunque sia la malattia di cui soffrono e abbiamo rispetto per le regole etiche e morali. Devo dire – ha aggiunto la dottoressa Bonsignore – che la campagna delle uova di Pasqua dell’Ail è andata benissimo, grazie soprattutto ai tanti volontari che non percepiscono alcun gettone di presenza e nonostante questo e altri problemi che ogni anno si riscontrano.

Tra questi, la solita nota stonata della richiesta del pagamento del suolo pubblico, per il nostro gazebo, da parte del comune di Agrigento, forse l’unico in Italia che chiede dei soldi alle organizzazioni onlus.

So benissimo – ha proseguito la Bonsignore che il regolamento approvato dal consiglio comunale prevede l’esenzione del pagamento del suolo pubblico solo per le manifestazioni politiche e religiose. Ma ritengo che anche le organizzazioni onlus, in particolare voglio parlare di quella che mi onoro di rappresentare, cioè l’Ail, svolgano un ruolo sociale importante almeno quanto i partiti politici. Non voglio innescare l’ennesima polemica, di cui ad Agrigento, in questo momento, facciamo volentieri a meno, però voglio rivolgermi ai rappresentanti del popolo di Agrigento che fra due mesi esatti saranno eletti in consiglio comunale per invitarli a modificare un regolamento che a detta di tanti risulta iniquo e ingiusto. Da un’istituzione come il comune ci si aspetterebbe piuttosto un aiuto in termini di organizzazione, di fornitura di gazebi e quant’altro, piuttosto che una richiesta di denaro. Perché l’Ail svolge un servizio di grande utilità sociale e di grande responsabilità verso quelle persone che vivono la malattia e verso quanti si ammaleranno, che potrebbe essere chiunque di noi. Voglio qui ricordare che la sezione Ail di Agrigento oltre a promuovere e finanziare la ricerca ha raggiunto livelli così importanti e vitali da renderla insostituibile e indispensabile per l’ematologia e onco-ematologia della provincia. Ho istituito una medicina che fa l’interesse dell’ammalato, affrontando efficacemente i gravissimi problemi derivanti da tutte le carenze strutturali e onco-ematologiche del territorio, cercando di garantire l’unitarietà del sistema sanitario e l’universalità delle prestazioni, affinché la “salute” bene unico e insostituibile sia garantita a “tutti” e ai massimi livelli. Senza tralasciare che a breve daremo il via alla realizzazione di un presidio ematologico nella nostra provincia per evitare agli ammalati e alle loro famiglie i gravissimi disagi che oggi affrontano e dare loro la possibilità di avere un centro all’avanguardia destinato ad assicurare cure e assistenza sanitaria di alta professionalità.

A chi ha pensato e approvato il regolamento comunale voglio ricordare le parole con le quali ci ha accolto l’allora Presidente della Repubblica Napolitano: “Grazie per avermi permesso di poter stare per un giorno insieme all’Italia pulita”. Perché noi, immodestamente, non facciamo solo del bene ma lo facciamo bene”.