Agrigento. Firetto scende in campo e lancia un “Appello agli agrigentini”

Ormai ci siamo: Lillo Firetto, con una nota diffusa alla stampa e che riportiamo di seguito, si dice “pronto “a guidare una stagione di riscatto della città capoluogo che possa salvarla dal baratro”, ufficializzando la sua candidatura a Sindaco di Agrigento.

Ecco di seguito il testo della lettera “Appello agli Agrigentini”

“Agrigento sta vivendo uno dei momenti più drammatici della sua storia recente. Ne è simbolo la cattedrale chiusa e il rischio incombente del suo crollo con lo scivolamento a valle del costone che la contiene.
Quartieri abbandonati, il centro storico ormai fuori controllo, la via Atenea agonizzante, le tasse e i servizi locali più alti nei costi e più bassi nella qualità della media nazionale; la disoccupazione giovanile ormai con percentuali superiori all’occupazione. Il turismo, che dovrebbe essere il volano dell’iontera economia, molto al di sotto delle sue poptenzialit-
Il ceto politico locale con un indice di credibilità mai così basso.
In questo contesto, ho ricevuto sollecitazioni da tanti per un impegno diretto alle prossime elezioni con una mia candidatura.
Ho vissuto e vivo una esperienza come sindaco di Porto Empedocle. Penso che la qualità di questa mia esperienza sia alla base del grande successo che ho riscontrato alle ultime elezioni regionali e soprattutto dell’ampio consenso offertomi da Agrigento.

Penso che senza il riscatto della città capoluogo nessun futuro possa prospettarsi per la nostra provincia. Agrigento storicamente è stata la fucina di grandi professionisti, intellettuali e imprenditori e deve tornare ad essere uno dei poli della storia siciliana.
Ho rinunciato alla presidenza di un gruppo parlamentare all’Ars, con relativi onori e compensi, sono pronto a rinunciare a metà della legislatura, per mettere a disposizione della città di Agrigento la mia esperienza politico-amministrativa e la mia passione civile.
Sono pronto a guidare una stagione di riscatto della città capoluogo che possa salvarla dal baratro. Non credo di candidarmi a “salvatore della patria”, categoria verso la quale ho sempre nutrito sospetti e allergia, ma a catalizzatore delle energie, delle competenze, delle passioni che in questi ultimi anni si sono manifestate ad Agrigento e che non riescono a diventare gruppo dirigente, forza istituzionale, qualità amministrativa, servizi e beni comuni.
Faccio allora un appello a tutte le organizzazioni, ai singoli attori di questa stagione di protagonismo civico e a tutta la cittadinanza attiva: mettiamoci insieme per cambiare in meglio Agrigento”.

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