Urne aperte nella Pa, al via elezione Rsu

Da quest’anno potranno votare ed essere eletti anche i precari

(Labitalia) – Alla vigilia della riforma della pubblica amministrazione del governo Renzi, da domani negli uffici pubblici si aprono le votazioni per eleggere le Rsu (rappresentanze sindacali unitarie). Potranno votare, fino a giovedì 5 marzo compreso, i circa 3 milioni di dipendenti statali, regionali, comunali e degli enti pubblici.

Le regole delle elezioni sono state fissate da una circolare dell’Aran (la n.1 del 12 gennaio 2015), l’Agenzia per la rappresentanza negoziale nelle Pa. La principale novità di quest’anno è che potranno candidarsi anche i precari, purché siano stati assunti con un contratto almeno fino al 30 giugno. La novità è stata introdotta con una modifica al contratto quadro del 1998, sottoscritta con un accordo a parte il 28 novembre scorso.

Le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie serviranno anche e soprattutto per valutare il peso dei sindacati. La Rsu, infatti, si forma con le elezioni, attraverso la partecipazione al voto di almeno il 50% +1 degli elettori. In caso contrario, la Rsu non si costituisce e occorre indire nuove elezioni. Un modello, questo della ‘conta’ del peso dei sindacati, che per molti dovrebbe essere replicato anche nel lavoro privato.

Per ottenere la rappresentatività, nella scuola come nei ministeri e nell’intero settore del pubblico impiego, il requisito essenziale per avere accesso ai tavoli della contrattazione collettiva, è che l’organizzazione sindacale raggiunga almeno il 5% del tasso di rappresentatività complessivo.

I componenti delle Rsu sono eletti su liste del sindacato ma possono anche essere non iscritti al sindacato che lo ha presentato. In ogni caso, gli eletti rappresentano tutti i lavoratori non il sindacato nella cui lista sono stati eletti.