Amministrative ad Agrigento, prime intese politiche su un candidato comune

In vista delle elezioni amministrative del prossimo maggio, le forze politiche agrigentine iniziano ad intessere rapporti ed accordi per individuare e puntare sul candidato sindaco ideale.

Negli ultimi giorni, l’intesa tra le segreterie di Ama la tua città, Progetto Agrigento e Fratelli D’Italia, riunitisi in un cammino politico condiviso, ha concretizzato il presupposto per l’espressione di un candidato sindaco di coalizione.

“Dal lavoro svolto nella ricerca di un programma per il bene comune – scrivono in una nota Giovanni Salamone (Ama la tua città), Marcello Fattori (Progetto Agrigento) e Domenico Incardona (Fratelli D’Italia), responsabili dei tre movimenti politici – si fortifica l’intesa e prende piede una possibile espressione di un candidato sindaco che possa rappresentarla e portare in seno al comune un programma ricco di contenuti di tutto rispetto.
Numerose sono le condizioni fattive individuate dal lavoro svolto da tutti, fondato dal confronto democratico e basato su sane ambizioni, sintetizzate nella presente in tre soli punti, per dare vita a un comune ricco:

  1. Creare una società competitiva, (con progetti e impegni per riorganizzare la vita dei cittadini agrigentini fondandola sulle virtù di democrazia, senso civico e imprenditoria, poiché una società basata su queste virtù è definibile culturalmente ricca ed evoluta).
  2. Creare reddito tramite progetti che producono lavoro; (sviluppando con impegno temi progettuali che tengono conto delle risorse umane, del territorio e delle tecnologiche, noi produrremo per gli agrigentini sviluppo e ricchezza).
  3. Creare reddito tramite progetti che consentono di dimunuire le tasse; (sviluppando temi progettuali che rendono efficiente l’ente pubblico nella gestione dell’energia elettrica, della rete idrica, dei rifiuti, e di ogni impianto o spazio ad essa appartenente, per mezzo di tecnologie moderne esistenti, consentiremo il reale abbassamento dei costi pubblici e permetteremo agli agrigentini di pagare di meno)” conclude la nota.