Sabato 24 gennaio presso il Teatro della Posta Vecchia, sito in via Giambertoni 13, andrà in scena lo spettacolo inedito”Andromaca” tratto dall’omonimo testo della scrittrice palermitana Clelia Lombardo. L’atto unico si pregia della regia di Giannella D’Izzia e sarà interpretato dall’attrice siracusana Carmelinda Gentile, nota al pubblico del piccolo schermo anche per aver recitato nella famosa serie televisiva “Il Commissario Montalbano” nel ruolo di Beba, fidanzata e poi moglie di Mimì Augello.

Lo spettacolo, prodotto da QuasiAnonimaProduzioni, è un monologo intenso e disperato, forte e lucido al tempo stesso, che ricostruisce gli episodi più drammatici del destino di una donna che porta iscritti già nel nome archetipi millenari. Episodi che la spingono a trovare la forza per ristabilire i propri contorni, la propria definizione, per riposizionarsi al di fuori dell’angusto spazio che le convenzioni sociali vorrebbero riservarle. Un significativo monologo, quindi, che evidenzia un’eroina dei nostri giorni e dalla forte connotazione femminile fin dalla sua progettualità, tenuto conto anche del fatto che l’autrice del testo e la regista sono donne.

Anche la scenografia scarna ed essenziale, con volumetrie e profondità costruite dal gioco di luci, lascia ampio spazio al movimento cadenzato di un’Andromaca contemporanea, una creatura dell’oggi che fa i conti con le proprie illusioni, con le incancellabili ferite, con la gravità del tempo in cui vive. La sua vicenda privata costringe la protagonista a rivedere il proprio modo di sentire ed a riesaminare il proprio corpo, il proprio ruolo, la propria funzione sociale, a ricordare e rivivere tanti passaggi significativi del proprio vissuto, a scoprire dentro di sé una voce che non credeva di avere. Condizianata dalle azioni insensate di chi le sta accanto é costretta, suo malgrado, a rivelare la natura sconsiderata di certi falsi eroismi che nascondono logiche a lei estranee in un mondo che in fondo non le appartiene. Condizione che la conduce a riflettere sulla necessità di dovere lottare di fronte all’inevitabile.

“In questa mia opera – sostiene l’autrice Clelia Lombardo – in particolare, più che una indagine sugli archetipi penso sia presente la volontà di superare l’azione del potere. Nel momento in cui le donne abbracciano un loro punto di vista al di là delle pressioni culturali, dei sensi di colpa, dei giudizi e pregiudizi, vanificano la pressione asfissiante del potere e si riappropriano di una apertura verso la libertà. Non credo che le donne possano più rinviare una tale presa di coscienza né, credo, possano delegare. Credo piuttosto che debbano guardare lucidamente e senza cedimenti a ciò che le riguarda e che riguarda il mondo. Prima che una questione di rivendicazione di genere la considero una questione di civiltà e in quanto tale appartenente a tutti”. Considerazioni che vengono evidenziate attraverso l’uso del monologo egregiamente recitato dalla voce penetrante di Carmelinda Gentile.

“Andromaca trae spunto dal mito – sottolinea la Gentile – ma parla di tutte le donne che si trovano ad affrontare una grave perdita legata all’amore che può essere una morte, una separazione o la rielaborazione del lutto. Andromaca reagisce a tutto questo recuperando l’amore, un amore universale e quindi diventa un’eroina che sceglie di combattere con le armi dell’amore e non dell’odio. La forza di Andromaca consiste in ciò che dice quasi in conclusione: fuori dall’amore ogni cosa è fuori luogo, fuori dall’amore io non sopravvivo. Quindi, nel testo di Clelia Lombardo, sceglie di amare l’umanità. Il lavoro di preparazione – continua la Gentile – ha previsto otto mesi di lavoro sul testo insieme alla regista, nel quale siamo andate a scavare con metodologia certosina, fatta di pennellature e sfumature, dentro l’origine del dolore, un dolore che trova consolazione nel darsi e nell’offrirsi all’umanità”.

Uno spettacolo senz’altro da non perdere e che, per la sensibilità e profondità dei temi trattati, é consigliabile non soltanto alle donne ma anche agli uomini.