Massimo Puglisi e “Il Salone di Girgenti” al cinema Concordia

Domani, martedì 9 dicembre, presso il Cinema Concordia di Agrigento, avrà luogo la proiezione della fiction tv “Il salone di Girgenti” tratta da un romanzo di Massimo Puglisi il quale ne ha curato anche la regia e la scenografia. Per l’occasione saranno effettuati due turni di proiezione, rispettivamente alle ore 17.00 e alle 20.30, con ingresso gratuito sino ad esaurimento dei posti.

La fiction, in quattro puntate, è stata realizzata in collaborazione con la Regione Siciliana – Dipartimento del Turismo dello Sport e dello Spettacolo – e con Scilia Filmcommission. Nella pellicola si snodano le vicende intrigate di alcuni personaggi che si incontrano all’interno del Salone di Girgenti in una Sicilia pirandelliana, nel vero senso ironico e paradossale del termine, dove decine di attori riescono ad avere identità diverse.

Perno della scena è un salone da barbiere negli anni ‘50, punto di incontro e di condivisione di idee, considerato che all’epoca gli antichi saloni o barberie erano luoghi nei quali non ci si limitava a tagliare barba e capelli ma a svolgere anche molte altre funzioni quali curare reumatismi e mali di ogni genere, compresa l’estrazione dei denti. La vera magia delle barberie era la musica eseguita dagli artigiani del paese che si esibivano quasi giornalmente in piccoli concertini per cui chi voleva fare il barbiere doveva sapere suonare uno strumento musicale. I saloni erano inoltre i luoghi ideali per raccontare i fatti degli altri, in un ambiente dove i ceti sociali si livellavano nei dialoghi tra artigiani e professionisti. Ambienti dove gli argomenti di punta erano il calcio e le femmine nude.

Un contenitore dove Puglisi fa rivivere lo spaccato di un’epoca che appartiene alla nostra memoria attraverso piccoli drammi quotidiani e fatti ordinari con personaggi in parte immaginari, in parte realmente esistiti. In questo contesto tutto ruota attorno al barbiere Don Nino (interpretato da Nino Seviroli), barbiere del Rabbateddu, vecchio quartiere di Girgenti, capace di suonare uno strumento o di fare il dentista, l’infermiere con interventi ambulatoriali nonché l’erborista e tanto altro ancora. Nel suo lavoro Nino era assistito dal suo inseparabile garzone Jachinu affetto da lieve ritardo mentale e caratterizzato da assenza culturale e assoluta ingenuità Un ricco salone tappezzato dai calendarietti delle pin up raffiguranti femmine nude, un ambiente che costituiva per gli uomini dell’epoca una sorta di isola protetta in cui si poteva parlare di tutto poiché i saloni erano ovviamente vietati alle donne che si limitavano a passarci davanti, magari per “fracchiare di vastunati” i mariti quando sbagliavano. Un piccolo ambiente dove scorreva la vita di ogni giorno e dove Don Nino era molto apprezzato soprattutto per la sua saggezza e per la capacità di rappacificare e contribuire a risolvere i problemi di tutti.

Un racconto che nasce dai volti di tanti personaggi i quali hanno interpretato con passione ruoli che si sono cuciti addosso su misura dando vita, così, a scene divertenti ma anche emozionanti in cui interagiscono soggetti tipici dell’epoca quali il medico, il parroco, il sindaco, il maresciallo, il boss della piazza, l’attacchino, l’onorevole e il segretario, l’avvocato e il tipografo, i musicisti da barberia e, soprattutto, gli abitudinari del Salone. Nello svolgersi della trama non manca la musica, presente quanto la schiuma da barba, tenuto conto che le barberie erano delle vere e proprie sale di prova musicale dove, a fine giornata, gli artigiani ancora con gli abiti da lavoro si esibivano con passione in concertini. Una pellicola, quindi, densa di contenuti e musica che evidenzia una piacevole colonna sonora realizzata da Graziano Mossuto e un cast ricco di personaggi interpretati da attori ma anche da persone comuni che si sono prestate alla recitazione.

Numerosi gli interpreti: Nino Seviroli, Luigi Corbino, Alfonso Marchica, Giugiù Gramaglia, Maria Fantauzzo, Elisa Capraro, Ettore Sciortino, Giovanni Moscato, Serafina Catuara, Angelo Cinque, Fabrizio Giuliano, Andrea Seddio, Augusto Inguanta, Maurizio Gelo, Totò Buscemi, Alessio Marchica, Maurizio Bognanni, Massimo Agozzino, Lillo Rizzuto, Francesco Martelli, Stefano Virga, Bruno Sanfilippo, Luciano Romano, Biagio Cacciatore, Gianluca Gaziano Francesca Accurso Tagano, Rosa La Franca, Ivana Cantella, Laura Russo, Domenico Schembri, Stefano Mangione, Dario Vermi, Gina Capraro, Vincenzo Vinci, Marco Terrana, Nené Sciortino, Tony Bruccoleri, Tiziana D’Antoni, Lucia Principato, Marcello Messina,Vincenzo Sanfilippo, Roberto Seddio, Valentina Festa, Calogera Spoto, Silvana Iacono, Gero Miceli, Angelo Provenzano, Franco Di Salvo e Nicola Palmeri.

La fiction si avvale anche dell’interpretazione dei musicisti I Ventu Novu, Franco Sodano, Angelo Sardone, Damiano Pagano e Gianluca Nicodemo. Da sottolineare anche l’interpretazione di Pippo Alvaro nella parte dell’avvocato Turiddu Malogioglio, personaggio che nella Girgenti degli anni ’50 non passò inosservato per la sua caparbia nel realizzare e divulgare il giornale di satira politica “La Scopa” ed al quale viene dedicato un intero episodio. Una fiction che tutti gli agrigentini dovrebbero vedere poiché rappresenta uno spaccato della storia e dei costumi della nostra città attraverso l’ottima regia e le scenografie di Massimo Puglisi col quale hanno collaborato Mattia Collura (assistente di scena), Augusto Inguanta (collaborazione organizzativa, decorazione insegne e oggetti di scena), Cristiano Bruccoleri, Fausto Bruccoleri e Andrea Tedesco.