Federalberghi Agrigento dice “no” alla tassa di soggiorno

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Federalberghi Agrigento

Soltanto un’arena in cui la lotta consiste nel proferire frasi ad effetto a favore della collettività e contro le imprese turistiche; questa è la rappresentazione offerta dall’ultimo consiglio comunale con all’ordine del giorno la discussione sull’Imposta di soggiorno.
Un gioco al massacro che vede soccombere semplici cittadini che non fanno altro che sperare che questa città abbia un futuro; un futuro in cui la politica dovrebbe servire a a creare condizioni di vivibilità e strumenti utili alle imprese per crescere, investire e produrre reddito e posti di lavoro; cittadini che sono anche albergatori che legittimamente e con compostezza hanno assistito ai lavori del consiglio comunale in rigoroso silenzio e ponendo la massima attenzione alle parole dei rappresentanti dei cittadini e forse per questo mal visti.
Il comparto turistico si trova oggi ancora più unito per dire no alla Tassa di Soggiorno, balzello reintrodotto quale possibilità di introito dei comuni da investire sui servizi essenziali al turista e che molto spesso, (quasi sempre) viene usato per coprire buchi determinati dell’incapacità gestionale dell’importante settore economico e finanziario di ogni singolo comune.
Il dubbio, molto prossimo alla certezza, è rappresentato dal fatto che una parte di questo consiglio comunale sia già in campagna elettorale e voglia alimentare un fuoco che possa acciecare i cittadini ed elettori di Agrigento. Un fuoco causato dalla cattiva impostazione delle strategie economiche finanziarie delle amministrazioni succedute negli ultimo 20 anni e che oggi vengono prepotentemente a galla.
Nei fatti riscontriamo come il responsabile del settore finanziario e contabile non abbia fatto altro che il copia incolla di un regolamento, dichiarando che si sarebbero potuti introitare circa 500.000 euro, cosi da far quadrare i conti di bilancio, mentre nessun cenno viene fatto alla naturale destinazione di tali somme; nessuna programmazione, nessuna promozione, nessuna valorizzazione e commercializzazione della città è nessun riferimento alla realizzazione di servizi utili al turista, già di per se sprovvisti oppure altamente deficitari, nulla si è sentito da parte del massimo Dirigente del servizio economico e finanziario, mentre si sono sentite le accuse agli imprenditori colpevoli, a suo dire, di non aver collaborato con l’amministrazione su tale problematica.
Su cosa avremmo dovuto collaborare, visto che ci è stato presentato un regolamento corretto probabilmente nella forma ma del tutto vuoto nella sua sostanza, su quale base avremmo dovuto collaborare se proprio il Dirigente del settore finanziario, appositamente sollecitato in aula ha dichiarato di non ricordare se vi fosse il verbale dell’incontro con le associazioni.
Semplice, perché ancora una volta la decisione di introitare queste somme non è rivolta al miglioramento dei servizi al turisti e quindi anche delle condizioni dei cittadini, ma solo ed esclusivamente a tappare qualche falla di quel famosissimo e disastroso bilancio del Comune di Agrigento.
A questo dobbiamo aggiungere inoltre la caccia all’imprenditore fatta da qualche consigliere comunale, utile probabilmente a volersi creare una verginità politica, le stesse persone che circa due anni fa si dichiararono pubblicamente e totalmente contrari all’introduzione di tale imposta, pensando ora di poter dare sensazioni positive agli elettori di Agrigento in vista delle imminenti elezioni amministrative.
Adesso dopo il rinvio ad arte costruito, il regolamento verrà trattato in sede di bilancio di previsione, così che probabilmente venga blindato per mantenere una poltrona ancora per un po’.

CONFCOMMERCIO FEDERALBERGHI ASSOHOTEL CONFESERCENTI