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Ato Idrico, i sindaci rispondono a Crocetta

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I sindaci ATO Idrico AG9, usano una celeberrima battuta del Principe della comicità, Antonio De Curtis in arte Totò, per rispondere, per il tramite del Coordinatore,  al Governatore Crocetta, che in occasione della Festa dell’Unità di Sciacca li aveva definiti “fessi”. Crocetta, come il grande Totò, riesce ad essere comico, involontariamente forse, ma chiaramente non ha nulla di principesco, anzi. Il Governatore come un consumato interprete da palcoscenico ricerca l’applauso facile assecondando i gusti della platea, anche se il pubblico vuole sentire frasi dissonanti rispetto al copione dell’opera teatrale che l’interprete recita ogni giorno: la commedia della legalità ad ogni costo! Crocetta non si sottrae, per lui un applauso è un applauso, anche se fatto all’illegalità! Così chi è onesto diventa fesso e il paladino della giustizia si concede alle folle beandosi di offendere in pubblico. Come un consumato attore non resiste ed insulta i sindaci che applicarono la legge consegnando gli impianti, dimenticando però che l’affidamento del servizio alla Girgenti Acque è avvenuto per mano di un Commissario nominato della Regione e che proprio un atto del suo governo ha provocato l’accentuarsi della discriminazione tra cittadini dei diversi comuni (vedasi l.r. n. 2/13), ovvero da quella stessa istituzione che oggi Crocetta in maniera del tutto originale rappresenta.

In effetti il Presidente ha spesso dei vuoti di memoria, o forse ha solo una memoria selettiva: il giorno prima non ricorda chi è Raciti, il giorno dopo si prende gli applausi della Festa dell’Unità. Fortunatamente sanno tutti che è solo una recita. La cruda realtà, invece, è ben altra. La Regione che ha la competenza a regolamentare in Sicilia il servizio idrico integrato consente in barba alla legge che una parte di cittadini dei comuni appartenenti alla stessa ATO siano vessati e costretti a pagare di più l’acqua.

Tuttavia, i Sindaci non intendono alimentare sterili polemiche e, nonostante segnali sin qui poco incoraggianti, continuano a sperare che nel prossimo incontro già fissato con il Governo sia data risposta alla loro legittima protesta individuando da subito concrete soluzioni. In fondo con l’azione intrapresa essi rivendicano semplicemente l’applicazione di criteri di giustizia ed equità su un tema sensibile e così fortemente sentito dalla popolazione.

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