Comboniani “en camino”, appunti di viaggio

Riceviamo e pubblichiamo

Dal 3 all’ 11 agosto scorsi a fare il Cammino di Santiago, su complessivi 32 partecipanti, gli italiani siamo in sei: Sr. Rosmary, Benedetta, Angelo, Delio, Lorenzo, Angelo “baffo”. L’itinerario prevede la partenza da Sarrìa e la percorrenza dei circa 120 km che separano quest’ultimo centro da Santiago de Compostela, con varie tappe intermedie. Siamo un bel gruppo, oltre a noi italiani ci sono gli amici di Londra, della Spagna e del Portogallo, siamo motivati ed entusiasti di vivere l’esperienza del “Camino”. Incentrato sulla figura e l’opera di S. Daniele Comboni, e in modo particolare del suo Piano per la Rigenerazione dell’Africa, sarà in tema conduttore del campo, che ogni gruppo è incaricato di sviluppare nei vari giorni del cammino. Si parte al mattino presto da Sarrìa, dove abbiamo pernottato presso la Parrocchia del Rosario e dove abbiamo fatto conoscenza con gli altri partecipanti al viaggio, e si va in direzione di Portomarin (22 km). E’ ancora buio, c’è silenzio, c’è l’emozione di essere sulla strada, la “via francese”, percorsa da secoli da tanti pellegrini, la consapevolezza di vivere un’intensa esperienza di fede. Siamo ancora ai primi passi e già si intuisce che il pellegrinaggio sarà un percorso di resistenza: gli zaini cominciano a gravare sulle spalle e numerose sono le salite, si fatica ma ancora il passo è svelto e già si cominciano ad incontrare altri pellegrini con i quali ci si saluta e ci si scambia un “buen camino”. Si nota subito come gli uomini e donne che lo percorrono sono tanti e di tanti tipi, c’è chi va in bici, chi è da solo, chi in gruppo, ragazzi, gente avanti con l’età, ecc. ognuno porta con sé una preghiera fatta con il corpo. Nella sosta intermedia a questo primo tratto di strada ci si riposa, rifocilla e una breve preghiera viene fatta tutti insieme. Il tempo è bello, i luoghi sono splendidi, attraversiamo coltivi, boschi di querce e zone dove si pratica l’allevamento. Arriviamo a Portomarin che è già pomeriggio. Dopo il meritato riposo ci si incontra per sviluppare la tematica del giorno, su “cosa significò il Piano di Comboni per il suo tempo” e, così come si farà anche nei giorni a venire, si partecipa alla S. Messa. A tal proposito stracolma di pellegrini è la Chiesa del luogo e viva risulta la celebrazione. Il giorno dopo partenza per Palais de Rei (22 km) sempre di buon mattino, con la giornata che si annuncia bella. Percorso abbastanza facile su strade in buona parte bitumate, anche se comunque il sudore e la sgambata anche in questo tragitto si fanno sentire. Paesaggi sempre unici, uno splendido creato ci circonda ci fa sentire parte di esso, della Madre Terra, la “Pacha Mama”. L’argomento del giorno è “che apporta il Piano di Comboni al mondo di oggi ?”. Giovedì 7 da Palais dei Rei ci dirigiamo verso Arzùa (27 km). Stavolta arriviamo al termine della tappa veramente stanchi e, chi più chi meno, doloranti. Nonostante pause ed esercizi di strekking, fare questo tragitto, in buona parte sotto la pioggia, e sopratutto affrontare le numerose salite presenti ha significato un grande sacrificio. Adesso i piedi, con annesse articolazioni, dolgono veramente e la stanchezza è veramente tanta. Ma resistiamo, sì abbiamo deciso di resistere alle difficoltà del cammino che, come la vita, è pieno di tanti ostacoli e di farci guidare dalla forza dello Spirito. Lungo questo tratto ci soffermiamo in una chiesa di Labacolla dove accanto alle consuete immagini sacre un particolare Cristo crocifisso attira l’attenzione dei visitatori. Ha una mano non appesa alla croce, una mano che sembra voglia porgere, che voglia dirti “ti solleverò”, che accoglie. Il tema del giorno è “cosa ci invita a fare il Piano di Comboni”, sua illustrazione, lavori di gruppo, discussione. Cena e a nanna con altri 300 pellegrini, nel senso che siamo tutti stipati all’interno di un palazzetto dello sport. Anche venerdì 8 piove, ci dirigiamo stavolta verso Pedrouzo (21 km). Si cammina spesso su stradine fangose con i piedi oramai costantemente doloranti, si salgono crinali, poi si scendono, si attraversano ruscelli, fantastico ! “Santi y capaci per la missione” è l’argomento del giorno. Sabato 9 da Pedrouzo andiamo verso Santiago de Compostela (19 km). Il Cammino oramai volge al termine e tutte le energie residue sono tese a compiere quest’ultimo sforzo. Passiamo dal monte “do Gozo” che ha visto “Juan Pablo II Peregrino en Santiago de Compostela” e dove è possibile vedere in lontananza Santiago. Siamo veramente alla fine del viaggio, quale gioia essere arrivati finalmente alla Cattedrale, laddove la tradizione vuole che sia passato l’apostolo S. Giacomo il Maggiore, “Santiago”, di esser riusciti nell’impresa di crescere nella fede, di aver camminato come i discepoli di Emmaus con Gesù accanto, di aver incontrato e stato insieme a tante belle persone.
Magari il Cammino non ha cambiato granchè il nostro modo di fare e di pensare, non è stato una folgorazione sulla via di Damasco, però, ecco, è stato un modo un pò particolare per stare con sè stessi, con gli altri, inusuale ed intenso. Ascolti la natura, il corpo, la mente, ascolti la tua anima e ascolti Dio, che è qui, sempre con te. Senti che non ti abbandonerà mai.

Sr. Rosmary, Benedetta, Angelo, Delio, Lorenzo, Angelo “baffo”