“12 anni schiavo” conclude la rassegna di Ciak Donna

AGRIGENTO – Giunge a conclusione la rassegna cinematografica sul tema “Arte e Colore nel cinema” organizzata dall’Associazione Culturale Ciak Donna di Agrigento, presieduta da Angela Megna. La manifestazione, alla sua ottava edizione, gode del patrocinio del Comune di Agrigento, dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e del Museo Archeologico Regionale di Agrigento nel cui chiostro giovedì 28 agosto, alle ore 21.00, sarà proiettato il film “12 anni schiavo” (2013), vincitore nel 2014 del premio Oscar come migliore film.

La rassegna chiude, quindi, con un’altra qualificata pellicola dopo un ciclo di proiezioni oculatamente selezionate da Ciak Donna che hanno riscontrato notevoli consensi da parte del numeroso pubblico sempre intervenuto.

La serata, introdotta dalla Vice Presidente dell’Associazione Giovanna Lauricella, é ad ingresso libero.

Il film, diretto da Steve McQuenn e tratto dall’omonima autobiografia di Solomon Northup, vanta un eccezionale cast che vede impegnati Chiwetel Ejiofor nel ruolo del protagonista, Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti, Brad Pitt (anche produttore della pellicola) e Lupita Nyong’o, vincitrice dell’Oscar come migliore attrice. Quando nel 1853 fu pubblicato il libro “12 Years A Slave”, in cui Solomon Northup raccontava (a David Wilson) i dodici anni trascorsi in schiavitù in diverse piantagioni della Louisiana, divenne subito un best seller.

Il film é ambientato negli Stati Uniti nel 1841, negli anni che hanno preceduto la guerra civile americana, e investe la mostruosità della schiavitù. Solomon Northup è un musicista nero e un uomo libero nello Stato di New York. Ingannato da chi credeva amico, viene drogato e venduto come schiavo a un ricco proprietario del Sud agrario e schiavista. Strappato alla sua vita, alla moglie e ai suoi bambini, Solomon vive un incubo lungo dodici anni provando sulla propria pelle la crudeltà degli uomini e la tragedia della sua gente. A colpi di frusta e di padroni vigliaccamente deboli o dannatamente degeneri, Solomon avanzerà nel cuore oscuro della storia americana provando a restare vivo e a riprendersi il suo nome.

Dalla tenuta del buon William Ford (Benedict Cumberbatch) a quella dell’aggressivo, cinico e alcolizzato Edwin Epps (Michael Fassbender), il protagonista conoscerà un mondo di violenze, stenti, duro lavoro, umiliazioni e condizioni di vita al limite delle umane possibilità dalle quali sarà salvato grazie ad un incontro fortuito. Sicuramente un film di grande impatto in cui il realismo di denuncia si manifesta in potenti suggestioni che si appellano direttamente ai sensi, compreso quello del raccapriccio e del dolore fisico.