A Casa Pace si ricorda Aldo Sinesio

Mercoledì 2 luglio, alle ore 21.00, presso Casa Pace (Collina dei Templi) avrà luogo una serata dedicata alla memoria del regista e documentarista cinematografico empedoclino Aldo Sinesio. L’evento, che ricade nell’esatto giorno della morte di Sinesio avvenuta il 2 luglio dello scorso anno, é organizzato dal Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi con ingresso libero e tende a ricordare la vita del regista, uomo di cultura dai vasti orizzonti, per anni anche esperto protagonista delle vicende discografiche della musica popolare italiana avendo letteralmente “inventato” una serie di successi e interpreti ancora oggi indimenticati. Nel corso della serata verrà inaugurata una mostra che testimonia tutta l’attività di Sinesio, verrnno quindi proiettati il filmato “For You” di Gianni Gebbia ed un montaggio di alcune sequenze tratte dal film “Tutto il bello dell’uomo” con commento di Beniamino Biondi. Seguirà una performance musicale con brani tratti dalla copiosa produzione della Horo Records. che vedrà impegnati Gianni Gebbia al sassofono, Pasquale Augello alla batteria, Sandro Sciarratta al contrabbasso e Rodolfo Pagano al pianoforte. In proposito si ricorda che nel 1972 Sinesio creò l’etichetta indipendente Horo Records, che assunse nel tempo una dimensione leggendaria per il calibro degli artisti che decisero di fidarsi di lui (un nutrito elenco tra i quali Renato Sellani, Sun Ra e Freddie Hubbard). Prima etichetta discografica italiana interamente dedicata al jazz contemporaneo, la Horo doveva segnare una svolta nell’industria culturale italiana. La Horo non nasceva con i semplici e pragmatici crismi dell’impresa commerciale, più o meno esaltante o azzardata, ma alle sue spalle vi era Sinesio, un intellettuale capace di fare una netta scelta di campo, che nel jazz aveva trovato una rispondenza anche ideologica alla propria concezione della vita. Scrive il critico Gianni Morelenbaum Gualberto, per lungo tempo al suo fianco: “Negli anni ‘70 aveva una molteplicità di significati. Fare jazz significava prendere una posizione politica, ideologica. Una posizione che s’incarnava perfettamente in Aldo. All’epoca l’Italia scontava la sua perifericità e per gli americani il jazz era musica americana. Fare un’etichetta italiana, e per di più avvalersi di artisti italiani, poteva sembrare una follia. Da quella folle impresa nacque la scuola del jazz italiano e, grazie a quella scuola, oggi sono molti i musicisti italiani conosciuti in tutto il mondo”. Un’imperdibile serata commemorativa per ricordare e sottolineare i meriti del noto regista il quale fino all’ultimo respiro infuse di passione la propria esistenza, costellata di successi e sempre nuovi progetti che non si arrestavano dinanzi a delusioni e difficoltà. Avrebbe voluto concludere la propria vita nella sua Porto Empedocle, dopo aver vissuto dall’età di 22 anni in giro per il mondo, e per questo aveva fondato “Aldo Sinesio International Foundation”, un laboratorio culturale creato “per contribuire alla divulgazione, all’aggregazione e alla parità di accesso all’arte e alla cultura”. Alla fine del 2011 aveva deciso perfino di vendere per due milioni di euro la sua villa di Riano per realizzare ad Agrigento un progetto culturale di respiro internazionale su Musica, Cinema e Televisione: una casa intrisa di storia, già sede di doppiaggio, di un piccolo teatro di posa, di una sala registrazione, e perfino luogo d’esami dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” con la docenza di Andrea Camilleri, suo amico.

Margherita Biondo