Un gruppo di studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale, Economico e Tecnologico “L.Sciascia” di Agrigento ha potuto varcare i cancelli della casa circondariale “Petrusa”. Gli alunni, accompagnati dalle docenti Giuseppina Parisi e Francesca Galatioto, hanno così visto dal vivo alcune parti della struttura, comprese diverse celle, e soprattutto hanno incontrato alcuni detenuti. L’incontro, che si inserisce nell’ambito del progetto dal titolo “Giustizia o giustizie?”, elaborato dal consiglio della classe IV A, è stato fortemente voluto, oltre che dai docenti e dal Dirigente Scolastico, Dott.ssa Patrizia Marino, anche dal Direttore del penitenziario, Dott. Pappalardo, e dal suo funzionario, Dott.ssa Faro. Il progetto è sorto per aiutare i ragazzi a riflettere sul fatto che alcuni atteggiamenti e azioni portano alla detenzione facendo loro comprendere le conseguenze della trasgressione proprio attraverso la conoscenza della realtà carceraria e dell’esclusione sociale determinata da scelte devianti. Gli alunni hanno preso coscienza di un altro mondo, lì a due passi, eppure così lontano e sconosciuto. Gli studenti, accompagnati dagli agenti di polizia penitenziaria, hanno simulato le tappe successive all’arresto, dalla fase di identificazione all’arrivo in cella, fino ad incontrare un gruppo di detenuti-studenti che, grazie alla funzione rieducativa del carcere, frequentano quotidianamente le lezioni per conseguire un diploma. L’incontro, nel corso del quale sono emerse le problematiche del vivere in cella, dal sovraffollamento all’impossibilità di una doccia quotidiana, ha consentito ai detenuti di uscire dall’isolamento, reso ancora più pesante persino dall’ubicazione periferica della struttura, in vista di un reinserimento sociale che consenta loro di scrollarsi di dosso l’etichetta di ex-detenuto. Inoltre, attraverso il contatto asfittico con la cella, l’esperienza ha mirato a far comprendere fino in fondo agli studenti il valore della legalità violata la quale si prospetta come una parentesi di vita priva del suo più prezioso valore e, cioè, della libertà.