Home Dai Comuni Agrigento Il PRG in aula, nota del MPA

Il PRG in aula, nota del MPA

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AGRIGENTO – “L’Amministrazione Zambuto in Aula ci propina una forzatura che va oltre gli orientamenti legislativi vigenti, al fine di vantaggiare pochi e non la collettività”. E’ la presa di posizione dei consiglieri comunali Mpa, Francesco Picone, Riccardo Mandracchia, Alfonso Vassallo e Aurelio Trupia, all’indomani della seduta dell’Assise cittadina dedicata alle questioni legate al piano regolatore generale del Comune di Agrigento.
“Le linee guida alle prescrizioni esecutive – aggiungono gli esponenti del movimento per l’autonomia – rappresentano una ulteriore mortificazione per la nostra città da parte di questa Amministrazione che vuole servirsi del Consiglio comunale per approvare uno strumento che non avrà alcun risvolto positivo dal punto di vista economico e di sviluppo per il territorio e per di più si colloca al di fuori di ogni normativa. Le lottizzazioni non faranno altro che ridurre la propensione all’investimento all’interno del centro storico, assestando così il definitivo colpo di grazia a quest’area, già oggi dimenticata e conseguenzialmente condannata al degrado più assoluto e alla desolazione. Il sindaco, sovente, si riempie la bocca, parlando di valorizzazione della zona più antica della città, ma di fatto agisce sempre più per distruggerla. Noi riteniamo che la discussione proposta in Aula l’altro ieri sera non doveva neanche essere inserita all’ordine del giorno – osservano Picone, Mandracchia, Vassallo e Trupia – anche in virtù delle recenti sentenze dei giudici amministrativi che definiscono nullo il decreto di approvazione del Prg del 2009. Si è intavolato allora un confronto sul nulla – aggiungono – fa fatta quindi con estrema urgenza massima chiarezza attraverso una richiesta ufficiale da inoltrare alla Regione. Così restando la situazione, alcuni casi sono già accaduti, i cittadini non avranno la possibilità di potere far valere le proprie regioni rispetto ad un diritto leso, dal momento che un eventuale ricorso non troverebbe mai e poi mai una valutazione di merito di fronte ad un provvedimento già emesso secondo cui lo strumento urbanistico oggi è privo di effetti. Infine va anche rilevato un altro aspetto assai significativo – concludono Picone, Mandracchia, Vassallo e Trupia – riguarda il fatto che l’Amministrazione attiva nasconde la volumetria (planivolumetrico) esistente nella città. Un dettaglio non da poco, perché in assenza di questi dati l’interrogativo nasce spontaneo: come si può procedere a dare altra cubatura per costruire nuove case?”