“A ciascuno il suo”, torna il teatro a Siculiana

Torna il grande teatro a Siculiana. Dopo il successo dello spettacolo “Il giorno della civetta”, messo in scena lo scorso anno, adesso la locale Pro Loco e l’associazione FREE MIND di Siculiana, con il patrocinio del comune, guidato dal sindaco Mariella Bruno, propongono un’altra interessante opera di successo di Leonardo Sciascia, “A ciascuno il suo”. Gli spettacoli si terranno il 27 ed il 28 febbraio, sia al mattino che di sera sul palco del teatro del “Centro Sociale”. L’evento culturale e’ rivolto anche alle scuole della provincia. Infatti, gli organizzatori hanno previsto, per gli studenti e i loro docenti, due matinée, il 27 ed il 28, alle ore 11. Lo spettacolo in prima serata, alle ore 21, si terrà venerdì 28 febbraio. Il costo del biglietto e’ di 12 euro e i tagliandi, al momento, sono disponibili al botteghino della “Mario Pardo Produzioni”, in via Platone 5, Agrigento. In scena attori del calibro di Sebastiano Somma, Daniela Poggi e Gaetano Aronica. Completano il cast di “A ciascuno il suo”, Maurizio Nicolosi, Alessio Caruso, Roberto Negri, Ivan Giambirtone, Vittoria Faro, Fabrizio Catalano e Giacinto Ferro. La regia e’ di Fabrizio Catalano, nipote di Sciascia, e i costumi sono di Antonia Patrocelli, le musiche sono di Fabio Lombardi e l’adattamento di Gaetano Aronica. Si tratta di una versione teatrale ancora una volta “fedelmente infedele” al romanzo, nel tentativo di far riemergere il magma delle sue pericolose intuizioni. Qui non si parla di mafia, essa è già integrata nel tessuto sociale ed economico, acquisita nei rapporti umani. Questo meraviglioso romanzo, da cui è scaturita la pièce, è di una disarmante attualità. Leggere oggi Sciascia vuol dire anche riflettere sull’Italia di oggi. Il Paese non è che sia così cambiato da allora, nei suoi sistemi di potere e di corruzione. La vicenda di “A ciascuno il suo” è ambientata nel 1964, in un paese dell’entroterra siciliano, in estate. Il farmacista Manno (interpretato da Fabrizio Catalano) riceve una lettera minatoria e, pensando che si tratti di uno scherzo, non ci bada. Tuttavia qualche giorno dopo viene ucciso in una battuta di caccia insieme ad un amico, il dottor Roscio, e uno dei suoi cani. Protagonista il professor Laurana, interpretato da Sebastiano Somma, un uomo mite votato alla lettura e agli studi che decide di sfidare il sistema e di indagare da solo sull’omicidio. Lui è diverso dagli altri, ma non è un eroe: è soltanto un uomo che non conosce le regole del gioco. Al circolo della caccia alcuni personaggi erano ben consci di cosa sarebbe accaduto. Ma tacciono, fingono, dissimulano, si nascondono dietro una grossa ipocrisia. Laurana non si arrende alla versione ufficiale di delitto passionale. Si troverà invischiato in un giro più grande di lui e morirà per essersi inserito in certi ingranaggi “proibiti”.
Un eroe o un povero ingenuo? Forse un povero ingenuo che cercava di cambiare situazioni irremovibili da anni come macigni. Tutto è estremamente siciliano e al tempo stesso universale, dove tutti fanno parte di un gioco febbrile e disgustoso, quello dove ci si spartisce il potere. Intensa l’interpretazione di Sebastiano Somma e al suo fianco una brava Daniela Poggi, nei panni dell’affascinante vedova Roscio.

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