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Aragona. Erogazione del bonus socio-sanitario

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Il sindaco di Aragona, Salvatore Parello, annuncia la pubblicazione all’albo pretorio on line dell’avviso e dello schema di domanda per la concessione dei bonus socio-sanitari. La scadenza per la presentazione delle istanze e’ il 28 febbraio 2014. Le famiglie interessate, residenti nel comune di Aragona, potranno scaricare sia l’avviso che la richiesta di bonus dal portale istituzionale www.comune.aragona.ag.it o dai siti dei comuni aderenti al Distretto Socio Sanitario D1. I modelli di richiesta potranno essere inoltre richiesti presso l’ufficio Rapporti Sociali e Servizi alla Persona del comune di Aragona. Le istanze, compilate e corredate delle certificazioni Isee e delle documentazioni attestanti la non autosufficienza o la disabilità delle persone accudite nel proprio nucleo familiare, dovranno essere presentate a pena di esclusione al protocollo generale del Comune entro e non oltre il 28 febbraio 2014. Il sindaco Salvatore Parello afferma: “I bonus potranno essere erogati, a scelta dei richiedenti, sia sotto forma di contributo economico che di voucher per acquistare delle prestazioni domiciliari presso enti no-profit presenti nel Distretto D1. Possono richiederli i nuclei familiari con indicatore di situazione socio economica Isee non superiore ai 7000 euro, che in alternativa al ricovero presso strutture sanitarie mantengono nel proprio domicilio anziani non autosufficienti di età pari o superiore ai 69 anni e un giorno, o persone con gravi disabilità. Insieme agli altri comuni del Distretto stiamo ben lavorando per intercettare finanziamenti utili a contrastare i fenomeni della povertà, dell’emarginazione sociale ma anche in favore di anziani e minori. Per le famiglie aragonesi e dei comuni aderenti al distretto D1, che accudiscono anziani non autosufficienti e disabili gravi, c’è una nuova opportunità offerta dai bonus socio-sanitari. Le famiglie esercitano un ruolo fondamentale nella nostra società. Spesso fungono da veri e propri ammortizzatori sociali ed è giusto che le Istituzioni guardino alle famiglie con maggiore attenzione”.