Akragas, Astarita ha già la testa al Savoia: «Ma quale Scarpa, meglio Arena»

IMG_6934-akragas_città di messina-astaritaÈ il migliore, secondo la media voto nelle partite casalinghe, dell’Akragas.
E’ il difensore centrale Salvatore Astarita che i compagni chiamano affettuosamente «Sasà». Uno che nella sua carriera ha assaporato anche la Lega Pro, uno che è venuto ad Agrigento con l’intento di vincere.
«Mi ha fatto piacere leggere che nelle prestazioni casalinghe ho la media voto più alta, ma alla fine sono molto più contento se ad avere i voti più alti sono i miei compagni. Io vado in campo per dare sempre il massimo, faccio il mio lavoro con amore e passione. Sono contento che oltre ai tifosi anche la stampa abbia capito chi è astarita. Tengo anche a precisare che sono venuto all’Akragas come un giocatore importante, ma appena sono arrivato, ho capito subito che c’era molta altra gente importante. La maggior parte dei miei compagni merita di giocare nei professionisti, pertanto, a questo punto, vogliamo arrivarci tutti assieme».
– Non vi nascondete più come succedeva fino a un mese fa. Credete tutti nella promozione in serie C…
«In effetti ci abbiamo sempre creduto. Abbiamo sempre giocato un bel calcio, abbiamo vinto un po’ ovunque, in casa abbiamo perso soltanto un punto. Esprimiamo il miglior gioco della categoria. Sfido chiunque a dire il contrario».
– La gara con il Pomigliano di domenica scorsa è forse stata la partita più bella dell’Akragas. Cosa ci dobbiamo aspettare ancora?
«Contro i campani abbiamo giocato in maniera spumeggiante su un terreno di gioco infame. Nella vita però, si può sempre migliorare. Noi siamo consapevoli che possiamo fare ancora di più. Il lavoro alla fine paga sempre, siamo un gruppo compatto, giochiamo sempre e soltanto per la vittoria. Lo si è visto. Non ci siamo nemmeno scoraggiati alle prime difficoltà. Anche con la Cavese, seppure ridotti, ingiustamente in nove, meritavamo di portare a casa i tre punti. Magari, però, la partita perfetta la faremo tra una decina di giorni».
– Pensi già alla sfida con il Savoia…
«Un pensierino già vola a quel 19 gennaio, inutile negarlo. Tra l’altro, domenica prossima a Ragusa non ci sarò perché squalificato. Andrò ugualmente con i miei compagni. Non sappiamo che squadra affronteremo, ma questo conta relativamente. L’importante è tornare ad Agrigento con i tre punti, tutto il resto è noia».
– La sfida con il Savoia è la gara dell’anno?
«Sono convinto che al di là di come finisce, non sarà decisiva né per noi né per loro. Ci sono ancora tante giornate di campionato prima della fine del torneo. Però, noi siamo in casa, dinanzi al nostro pubblico, faremo l’impossibile per portare a casa i tre punti e regalare una domenica speciale ai nostri splendidi tifosi».
– Conosci qualcuno della formazione torrese?
«Ne conosco un bel po’, ma con il capitano Scarpa ho giocato assieme in C1 nelle fila della Paganese. Nel match d’andata, lui ha dispitato un partitone, ma non mi è piaciuto l’atteggiamento che ha avuto con alcuni dei miei compagni. Non l’ho ancora digerito. Ad Agrigento gli riserveremo un trattamento adeguato, stiamo predisponendo un gabbiotto. Non lo faremo ragionare. In quel match darò il 120 per cento, così almeno mi sarò meritato il podio del vostro giornale. Voglio anche dire che lui ha esperienza da vendere, ha militato per tanti anni nei professionisti, ancora oggi si difende abbastanza bene, ma non lo cambierei con Nicola Arena. Il nostro genio è più forte, nella vita è tutta una questione di fortuna».
– Cosa pensi che abbia il Savoia più di voi e, cosa ha l’Akragas più del Savoia?
«A questa domanda preferisco non rispondere, questo perché credo che l’Akragas non abbia nulla da invidiare ai torresi. Penso che siamo più forti, più affamati. Finora loro sono stati anche aiutati parecchio dalla fortuna, ma prima o poi, la dea bendata può voltarsi dall’altra parte».

Gaetano Ravanà – LaSicilia

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