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Vassallo e Vaccarello, preoccupazione per i netturbini comunali

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“Il bando pubblicato dal Comune di Agrigento relativo all’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti, per un periodo di sei mesi, espone notevolmente l’Ente ad eventuali denunce e ricorsi viste le numerose criticità ed incongruenze contenute al proprio interno”.
A rilevarlo sono i consiglieri comunali Angelo Vaccarello e Alfonso Vassallo che, questa mattina, hanno presentato una interrogazione indirizzata, tramite l’ufficio di presidenza, al sindaco e per conoscenza al segretario generale. In particolare i due inquilini di aula Sollano si dicono seriamente preoccupati per la parte che riguarda il futuro occupazionale degli operatori ecologici.
“In virtù di quanto previsto dal bando comunale, misteriosamente partorito, considerato che gli uffici competenti avevano manifestato oggettiva impossibilità a predisporre un piano economico-finanziario – affermano Vaccarello e Vassallo – 58 netturbini rischiano di perdere il posto di lavoro. Un fatto certamente grave, che tra l’altro andrebbe a violare un preciso accordo quadro, sottoscritto tra l’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità e le Organizzazione sindacali di categoria di CGIL, CISL, UIL, FIADEL e UGL, in cui si conveniva che il personale dipendente di ditte terze, aggiudicatarie o affidatarie di appalti di servizio igiene ambientale, dovrà transitare per passaggio di gestione da ditta a ditta, secondo quanto previsto dal C.C.N.L. di categoria Fise- Assoambiente. E’ quindi chiaro che anche alle 58 unità, le quali facendo riferimento al bando rimarrebbero fuori, va assicurata una collocazione. Chiediamo allora all’amministrazione attiva – aggiungono Vaccarello e Vassallo – di attivarsi urgentemente al fine di verificare e analizzare il bando in questione, sia per garantire il lavoro a tutti i 168 operai impegnati oggi al servizio del territorio comunale, sia per evitare possibili danni per le casse comunali. Va chiarito che, in forza di una ordinanza sindacale, il servizio è stato opportunamente prorogato per tre mesi e che era stato pure istituito un Tavolo Tecnico, dal quale erano emerse delle precise indicazioni di cui non si è tenuto conto” – concludono i due consiglieri comunali di Agrigento.