Crisi: i giovani hanno risposto mettendosi in proprio, Agrigento tra i primi posti

La foto sull’imprenditoria giovanile che è stata presentata a Genova, in occasione della 138ma Assemblea di Unioncamere insieme ai dati sulla natalità e mortalità delle imprese relativi al terzo trimestre del 2013, dimostra che nel complesso, il contributo dei giovani è stato determinante in questi mesi per consentire all’Azienda Italia di mantenere in attivo – seppur di poco – il bilancio tra aperture e chiusure di imprese.
La vitalità del tessuto imprenditoriale italiano mostra una significativa tenuta della sua componente giovanile. Pur rappresentando poco più del 10% di tutte le imprese oggi iscritte alle anagrafi camerali, le imprese guidate da giovani con meno di 35 anni contribuiscono infatti per oltre il triplo di questo valore (esattamente il 33,9% nei primi nove mesi del 2013) all’afflusso di nuove forze imprenditoriali nel tessuto economico del paese. Una leva essenziale per contrastare le cessazioni di attività che, in questi anni, sono significativamente aumentate assottigliando progressivamente il saldo delle nuove forze imprenditoriali.
Il Sud risulta l’area geografica in cui il contributo dei giovani imprenditori al flusso di iscrizioni appare maggiore.
“Significativo il dato che riguarda la Sicilia e Agrigento in particolare – sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Agrigento Vittorio Messina -. Un dato che posiziona la nostra provincia al nono posto, con un valore assoluto di 5.980 imprese giovanli e una percentuale del 14,3 dopo Enna, Palermo e Catania e prima di Caltanissetta nella graduatoria nazionale per incidenza percentuale sul totale imprese per provincia”.