Omelia del venerdì santo, Montenegro attacca la “malapolitica”

IMG_9284Il messaggio dell’arcivescovo Francesco Montenegro pronunciato in Piazza Municipio al termine della processione serale del Venerdì Santo. “Signore Gesù, contemplandoti sulla Croce, mi viene da pensare a Pilato che ha voluto, nell’esecuzione della condanna a morte, che tu non fossi solo ma ti ha messo accanto due ladroni. Perché? Forse questo serve a capire che Tu, quando per noi il buio si fa fitto, ci sei sempre; che Tu, per non farci sentire soli, metti sempre la tua croce tra le nostre e che le Tue braccia aperte fanno da ponte tra cielo e terra. Grazie. I tuoi due compagni di pena mi fanno venire in mente i due figli della parabola del Padre misericordioso; io entrambi li definisco omicidi: il figlio piccolo del papà, e il maggiore, quello che si crede buono e giusto, del fratello minore. Ti spiego perchè. È vero, che omicida può sembrare una parola grossa, ma, dimmi, l’omicidio è solo la soppressione violenta della vita di altri, o spesso è anche la decisione, non violenta, presa da un cuore sporcato dall’odio, dal rancore o dall’indifferenza?”.
L’arcivescovo ha anche attaccato la “malapolitica” e la “malaburocrazia”. “Stento a comprendere – ha detto – come, vedendo passare il tempo, non ci rendiamo conto delle sempre più numerose urgenze e continuiamo a non fare scelte idonee», ha detto al termine della processione serale per il venerdì santo”.