Tangenti al Comune di Lampedusa, il sindaco Nicolini: “Quadro sconvolgente”

20130328-201320.jpgÈ emerso uno spaccato inquietante. Non pensavo, pur conoscendo già alcuni fatti e persone, che avessero costruito un sistema così articolato e complesso, che avessero trasformato
l’ufficio tecnico del comune in un vero e proprio ufficio tangenti. Appena insediata e ancora all’avvio dell’inchiesta, ho subito revocato ogni incarico a Gioacchino Giancone e a Giuseppe Gabriele per tutelare il comune e fare piena luce sulla gestione degli appalti e dell’urbanistica. Ma quello che sta venendo a galla supera ogni immaginazione». Lo dice il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, dopo che la Procura di Agrigento ha notificato l’avviso di conclusione indagini a 28 indagati, tra cui l’ex sindaco Bernardino De Rubeis, nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di tangenti. I reati contestati a vario titolo sono: associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, falsificazione di atti pubblici.
Due degli indagati, Giancone e Gabriele – secondo le intercettazioni e le carte sequestrate -, in società con altre persone avevano aperto uno studio di progettazione per gestire il mercato illegale delle concessioni edilizie. Rilasciavano autorizzazioni
urbanistiche illegittime dietro lauti compensi o sotto forma di altre utilità. Vendevano senza alcun titolo terreni demaniali, di cui poi si impadronivano, falsificavano atti pubblici, così come atti catastali privati.
«I danni causati a Lampedusa da questo sistema criminale sono ingenti – prosegue Nicolini -. A quasi un anno dal nostro
insediamento, stiamo ancora lavorando per riportare la piena legalità nei nostri uffici, scopriamo ogni giorno falsificazioni e
procedure illegali, dobbiamo gestire numerosi contenziosi e abbiamo in corso un complesso processo di annullamento degli atti illegittimi. Accanto alla gravissima e inconcepibile violazione della legalità, c’è poi un danno erariale imponente, milioni di euro sottratti alla comunità, alle corretta amministrazione delle Isole. Per questo il Comune ha già deciso di costituirsi parte civile, considerando anche che molti terreni pubblici sono stati illegittimamente venduti a privati in cambio di tangenti».
«A risultare estremamente inquietante – conclude il sindaco – è la circostanza che questa banda abbia potuto agire indisturbata per anni, radicando nei cittadini la convinzione che la legge sia soltanto un’opinione».