Canicattì, tar ordina riapertura di un locale

La Sig.ra M.F. di 47 anni , di Canicattì, titolare di un’autorizzazione all’esercizio dell’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in Canicattì era stata destinataria di un’ordinanza di chiusura dell’esercizio per avere esercitato l’attività anche in spazi non previsti nell’autorizzazione amministrativa. La titolare dell’autorizzazione è insorta proponendo un ricorso contro il Comune di Canicattì davanti al Tar Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Maria Ausilia Corsello, per chiedere l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza avente ad oggetto la chiusura dell’esercizio. In particolare gli avvocati Rubino e Corsello hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell’eccesso di potere poichè appare contrario a criteri di ragionevolezza inibire per intero l’esercizio di un’attività commerciale anzichè limitare la sanzione alla sola parte del locale non autorizzata; a sostegno delle tesi esposte i difensori della ricorrente hanno citato un precedente giurisprudenziale favorevole reso in caso analogo dal Tar Campania . Si è costituito in giudizio il Comune di Canicattì, in persona del Sindaco pro tempore Rag. Vincenzo Corbo, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Comunale di Canicattì, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta di sospensiva . Il Tar Sicilia, Palermo, Sez. 3, Presidente il Dr. Nicolò Monteleone, Relatore il Cons. Anna Pignataro,ritenendo fondata la censura formulata dagli avvocati Rubino e Corsello circa l’illegittimità della totale inibizione dello svolgimento dell’attività commerciale anche nella parte dell’immobile conforme alla regolamentazione urbanistica ed edilizia, ha accolto la domanda di sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza di chiusura dell’esercizio nella parte in cui si dispone la chiusura dell’intero esercizio commericale anzichè inibire l’attività di somministrazione di alimenti e bevande nello spazio non previsto dall’autorizzazione amministrativa. Pertanto per effetto dell’ordinanza resa dal Tar la ricorrente potrà riprendere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande nel proprio esercizio tranne che nello spazio non previsto dall’autorizzazione amministrativa.