Sette omicidi di mafia, ergastolo per Fragapane

Due condanne per sette omicidi e un tentato omicidio di mafia: un’altra verità giudiziaria viene scritta a distanza di decenni dalla sanguinosa faida fra Cosa Nostra e Stidda degli anni Ottanta e Novanta. La Corte di assise di appello di Palermo presieduta dal giudice Giancarlo Trizzino ha dichiarato inammissibile, “per la genericità dei motivi”, il ricorso della difesa del boss Salvatore Fragapane, l’avvocato Fabio Federico, che aveva appellato la condanna all’ergastolo. Resta adesso da comprendere (la circostanza non è pacifica) se il legale potrà ricorrere in Cassazione oppure se l’ex “Riina di Agrigento” si vedrà aggiungere un altro ergastolo alla lunga lista delle condanne definitive al carcere a vita. Accolto, invece, in parte il ricorso del difensore del pentito Luigi Putrone, l’avvocato Manfredo Fiormonti, che aveva chiesto una riduzione di pena per il suo assistito reo confesso dell’omicidio dell’empedoclino Salvatore Greco: i giudici di appello gli hanno ridotto la pena da 8 anni a 7 anni e 4 mesi per effetto del riconoscimento delle attenuanti generiche. Il processo si è esaurito in una mattinata. Il procuratore generale Salvatore Messina ha chiesto la conferma delle due condanne.

Nel processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato e concluso il 10 novembre di due anni fa, sono state decise cinque condanne e tre assoluzioni. Le posizioni degli altri imputati (fra i quali i boss Josef Focoso, Giuseppe Fanara e Calogero Castronovo) non sono approdate in appello.