Bimbi avvelenati, usato pesticida vietato nell’UE. Indagini serrate, la madre: “Vogliamo giustizia”

Proseguono a ritmo serrato le indagini, condotte dal PM Andrea Maggioni e dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, per risalire ai responsabili dell’avvelenamento del piccolo Sebastian Lupescu, il più piccolo dei bimbi romeni residenti a Naro, morto due giorni fa nel Policlinico di Messina.
La procura di Agrigento ha disposto la restituzione della salma alla famiglia, e pertanto l’autopsia non sara’ eseguita.
Gli esami tossicologici, infatti, hanno chiarito le cause dell’avvelenamento: un pesticida usato in agricoltura che e’ stato messo nei cioccolatini che erano in una busta di plastica, assieme a una bottiglia di vino e delle arance, lasciata davanti la casa della famiglia romena.
La vendita del pesticida in questione è stata vietata, in applicazione di una direttiva dell’Unione europea, perche’ incolore e inodore, e quindi pericoloso.
Gli investigatori non escludono che esistano in circolazione residui del pesticida o che sia stato importato da Paesi che non aderiscono all’Ue.

LA FAMIGLIA DI SEBASTIAN
Un nucleo familiare ”ben inserito” nel contesto sociale ed economico di Naro. Ben voluti da vicini di casa e nel quartiere.
Un quadro complessivo che rende difficili le indagini dei carabinieri. Gli investigatori non escludono che l’obiettivo non fossero i bambini, ma una ”punizione” nei confronti di adulti, ma anche su questo fronte non c’e’ certezza tanto che le indagini ”sono svolte a 360 gradi”.
I genitori del piccolo ai militari dell’Arma non hanno saputo offrire spunti investigativi particolari: “Abbiamo raccontato tutto quello che sappiamo ai carabinieri e loro ci hanno detto che presto avranno la soluzione per risolvere questo giallo”.
La famiglia sta organizzando i funerali, che, secondo le loro intenzioni, dovrebbero essere celebrati in Romania.