Giovanni Civiltà scrive a Zambuto: “Agrigento, una città ed un sindaco allo sbando”

Govanni Civiltà (Foto)Il capogruppo di Cantiere Popolare al Consiglio Comunale di Agrigento, Giovanni Civiltà, in una nota stampa denuncia la latitanza e l’incapacità dell’amministrazione comunale a risolvere i problemi e i mali di cui la città soffre da tempo.
Ecco il testo della lettera

“Non possiamo che constatare che dopo mesi di immobilismo ed inerzia il progetto sul quale il giovane Sindaco, Marco Zambuto, ha fondato il suo percorso politico è fallito. Molti di noi sono rimasti in religioso silenzio con la speranza che qualcosa mutasse nel modo di guidare il processo di cambiamento a cui la politica locale era stata chiamata con un voto largamente plebiscitario nella primavera dello scorso anno. È un quadro a tinte fosche quello che si presenta agli occhi degli agrigentini esasperati dalla latitanza del primo cittadino. Agrigento è una città che si è lasciata morire. Cosí sembra essere diventata la città dei templi, sebbene abbia decisamente conosciuto in epoche diverse e lontane tempi migliori. Basta fare un giro per il centro urbano e le sue periferie per accorgersi di come la città sia precipitata e sprofondata in uno stato comatoso, di forte degrado e abbandono. Tutto lascia a desiderare si vive in una situazione surreale e di assoluta mediocrità: mancanza di manutenzione stradale, trasporti pubblici urbani inefficienti; indifferenza nei confronti dei disagi dei disabili che quotidianamente si confrontano con una realtà amministrativa che appare sorda alle esigenze delle categorie più deboli ed indifese; verde pubblico privo di manutenzione; interi quartieri privi di opere di urbanizzazione primarie (vedi Villaggio Mosè-Cannatello); scuole prive delle più elementari norme di sicurezza; strutture congressuali pubbliche, uniche per dimensioni e arredo, tenute chiuse per incuria ed incapacità di gestione; impianti sportivi collaudati e mai inaugurati; fondi per il rifacimento della rete idrica non utilizzati; somme per il rifacimento del manto stradale non spesi; risorse per la riqualificazione del centro storico bloccate per mancanza di progetti esecutivi; costo dei servizi di refezione scolastica tra i più alti d’Italia; costo del servizio della raccolta dei rifiuti tra i più alti d’Europa; costo del servizio della distribuzione idrica tra i più cari dell’universo mondo. A tutto ciò il primo cittadino, a chi in campagna elettorale chiedeva aiuto per la risoluzione dei problemi, rispondeva tenacemente che la seconda consiliatura sarebbe servita a cambiare il volto di questa straordinaria terra.
Noi non ci abbiamo mai creduto!
Notiamo come Agrigento priva di una figura capace di imprimere una svolta sempre più decisiva alla risoluzione dei suoi problemi sia una città allo sbando! Il Comune ci appare prendendo in prestito il lessico dantesco” …. nave senza nocchiero in gran tempesta”.
Non si intravede per questa città un barlume di speranza!
Agrigento è totalmente abbandonata a se stessa creando così uno stacco insormontabile tra i cittadini e la classe politica che oggi li mal governa. Registriamo da parte dell’amministrazione comunale un vuoto assoluto, unico: essa sembra essere priva della benché minima testimonianza di esistenza. Siamo in presenza di decine di cantieri che chiudono, nessuna idea per il futuro, non c’è un progetto serio per l’occupazione giovanile, qui si sfiora il 50%, turismo che soffre, manifestazioni culturali degne un tempo di attenzione internazionale che crollano (Sagra del mandorlo in fiore 2013 mai fu così fallimentare e mortificante dalla sua nascita), commercio allo stremo. La Città, dopo mesi dall’inizio del secondo governo Zambuto, è stanca di trovarsi dinnanzi all’immobilismo più totale, è un’amministrazione stantia che vive “alla giornata” che non sa coniugare al futuro il tempo verbale dello sviluppo. Sono mesi che ormai l’amministrazione collassa nella sua stessa incapacità di governare la città e la latitanza del Sindaco e della sua giunta, composta da ottime persone ma dallo scarso senso di responsabilità e di governo, ne è dimostrazione e testimonianza; nessun obiettivo del suo programma ad oggi è stato raggiunto.
L’esperienza amministrativa della consiliatura Zambuto per alcuni agrigentini è paragonabile solo alla venuta sul finire del V secolo a.C dei Cartaginesi in Sicilia. Distruzione totale. Questo è quello che si ricorda del periodo cui si fa risalire anche la distruzione di alcune celebri colonie come Selinunte, Imera ed Akragas.
Ciò che sorprende è la mancanza di programmazione e progettualità politica.
Settori chiave dell’amministrazione da tempo come quello del Patrimonio, Sport, Turismo, Servizi cimiteriali sono privi di uomini di governo, deleghe che il nostro Sindaco ha avocato a se in attesa di un nuovo ed imminente rimpasto di giunta. Tanti sono i costruttori rabboniti in campagna elettorale dall’allora Sindaco uscente che attendono lumi sullo strumento urbanistico che dovrebbe disegnare lo sviluppo della città dei templi proiettandola nel nuovo millennio. Del PRG che dovrebbe chiudere definitivamente il suo iter con le prescrizioni esecutive, purtroppo, nessuna notizia. Del Sindaco Zambuto ingobbito dalle numerose inchieste giudiziarie, colui che oramai partecipa solo a riunioni carbonare per paura di scontrarsi con la furente opinione pubblica che lo aveva osannato qualche tempo prima, nessuna notizia. In questi mesi è mancato il confronto, il contraddittorio, motivo per cui chiediamo a tutte le forze politiche mature di aprirsi, in un momento di difficoltà in cui vi è una violenta reazione di matrice populista, al dialogo con i cittadini che appaiono sdegnati, disillusi e ingannati.
Il motivo ricorrente è che il Sindaco, quel giovane vecchio che per alcuni rappresentava l’alternativa all’oramai superato sistema di potere della tarda età repubblicana, non raffigura più in un momento così delicato e di disorientamento la città di Agrigento. Continuare imperterriti in questa direzione significa allungare l’agonia sua e della nostra terra che risulta più che mai paralizzata. Si posticipa solamente così la fine di una morte politica annunciata. Agrigento è una città che risulta essere ferma, statica, priva di qualsiasi indizio dinamico e riformatore, chiusa nella conservazione di un passato lontano, una città in cui per noi inizia ad essere difficile abitare, in cui diventa impossibile per i tanti ragazzi trovare un’occupazione, in cui è impossibile trovare qualcosa per cui spendersi, città in cui è difficile trovare le ragioni per rimanere e provare a realizzare i propri sogni e costruire una famiglia. Chiediamo come forza politica a nome dei cittadini che all’interno del civico consesso rappresentiamo che questa situazione di inerzia ed immobilismo venga affrontata con serietà e responsabilità, pensando solo al bene generale e non a consolidare posizioni di rendita e a conquistare potere.