Palma, omicidio Bonfanti: in aula medico legale

PALMA. “Nicolò Amato è stato ucciso da sette colpi di pistola, le lesioni più gravi sono state all’addome, al torace e al cuore”. Il medico legale Antonina Argo riferisce in aula gli esiti della sua consulenza ma il dubbio sulle armi utilizzate resta. Secondo lo scenario delineato dal pubblico ministero Santo Fornasier le pistole usate per uccidere Nicolò Amato e per ferire il figlio Diego sarebbero state due. Raimondo Bonfanti sarebbe l’esecutore materiale dell’omicidio. Il fratello Nicola avrebbe invece sparato al figlio della prima vittima senza riuscire a ucciderlo. Il padre Vincenzo, che si trovava insieme a loro, avrebbe predisposto tutto invitando i figli a sparare (“ammazzalo, ammazzalo”) ma senza materialmente premere il grilletto. Ieri mattina è stato ascoltato il medico che ha eseguito la consulenza sul cadavere. Davanti alla Corte di assise presieduta dal giudice Giuseppe Melisenda Giambertoni (a latere Alberto Davico) sono imputati Vincenzo e Nicola Bonfanti. Il fratello di quest’ultimo, Raimondo, ha scelto il rito abbreviato ed è sotto processo davanti al gup Ottavio Mosti. Il medico ha risposto alle domande del pm Fornasier, dei giudici della Corte, del legale di parte civile Salvatore Russello e dei difensori degli imputati, gli avvocati Santo Lucia, Francesco Scopelliti e Giuseppe Cacciatore. Il medico ha spiegato che è stato sparato un colpo alla testa “a distanza ravvicinata, da circa mezzo metro” e che “il cuore è stato perforato da un proiettile”. Tuttavia non ha dato una risposta certa alle domande dei difensori finalizzate ad accertare se l’arma utilizzata era stata solo una.