Calcestruzzo depotenziato per l’ospedale, consulenti della difesa sminuiscono

“La differenza fra il cemento richiesto per la costruzione e quello effettivamente usato si può attestare attorno allo 0,1 per cento”. I consulenti della difesa alleggeriscono non poco il quadro delineato dalla Procura secondo la quale l’ospedale di contrada Consolida sarebbe stato costruito con calcestruzzo depotenziato. Ieri mattina è ripreso il processo davanti al giudice monocratico Chiara Minerva.

Sul banco degli imputati siedono il direttore dei lavori Antonio Raia, 67 anni, di Ravanusa; Girolamo Traina, 66 anni, di Palermo, collaudatore statico; Salvatore Bruccoleri, 57 anni, di Agrigento, presidente di un consorzio di imprese che eseguì alcuni lotti dei lavori; Marco Campione, 52 anni, imprenditore, e Francesco Lusco, palermitano di 68 anni; collaudatore statico. In tre hanno già beneficiato della prescrizione e sono usciti dal processo. Ieri mattina sono stati ascoltati alcuni consulenti della difesa di Raia, affidata all’avvocato Giuseppe Scozzari. Fra questi l’ingegnere Giuseppe Butera che ha ridimensionato, dal suo punto di vista, la questione del calcestruzzo depotenziato. “Per tutti i tre lotti dei lavori la differenza di resistenza si attesta attorno allo 0,1 per cento. La minore spesa sostenuta, a fronte di un importo di svariate decine di miliardi di lire, ammonta a circa 100 milioni”.