Tentato omicidio e racket del pascolo a Campobello, chiesto rinvio a giudizio del fratello del boss Falsone

20130307-111439.jpgAvrebbe tentato di uccidere un pastore col quale aveva avuto un diverbio e per anni si sarebbe servito della sua fama criminale per tentare di ottenere l’esclusiva del pascolo in alcuni terreni.

Nuovi guai giudiziari per il pastore Calogero Falsone, 46 anni, di Campobello. La Procura ha concluso le indagini a carico del fratello del boss Giuseppe Falsone e ha chiesto il rinvio a giudizio pure per un’ulteriore accusa di tentata estorsione.

Il campobellese, che è difeso dall’avvocato Daniela Posante (nella foto), è stato arrestato dai carabinieri il 4 giugno scorso con l’accusa di tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco e munizioni. Il fratello maggiore dell’ex numero due di Cosa Nostra siciliana, anche lui condannato negli anni scorsi per associazione mafiosa, era tornato libero per buona condotta dopo essere stato arrestato e avere rimediato un anno e otto mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale. I carabinieri lo avevano bloccato dopo avere lanciato dal finestrino della sua auto la pistola con la quale poco prima avrebbe esploso diciannove colpi contro un pastore rumeno (riuscito a fuggire e neppure ferito) col quale aveva avuto un litigio per motivi legati al pascolo.

Le indagini successive all’arresto, coordinate dal pubblico ministero Matteo Delpini, avrebbero accertato una gestione estorsiva della pastorizia nei terreni di Campobello. Falsone, in particolare, facendo leva sul suo cognome particolarmente “pesante” in campo criminale, avrebbe minacciato di morte i pastori di un’azienda casearia del paese puntando contro di loro una pistola e tentando di farli desistere dall’utilizzare per il pascolo alcuni terreni di cui pretendeva l’uso esclusivo.

L’udienza preliminare si terrà il 19 aprile davanti al giudice Alberto Davico.