Lettera di Leonardo Caruana: “Io ripugno la mafia”

Alcuni giorni fa, fece scalpore la notizia secondo la quale Leonardo Caruana, figlio del boss siculianese Gerlando, aveva trovato lavoro presso una villa confiscata al padre nel 2000 e consegnata al Cmune di Siculiana.
Il Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo ha gestito la gara per l’aggiudicazione della villa, vinta dal Wwf che appunto ha avanzato la proposta del centro di educazione alla legalità e all’ambiente.
Leonardo Caruana è stato assunto tre mesi fa proprio da questa associazione. Ed è su quest’assunzione che i militari del Comando di Agrigento tenteranno di fare luce. Un dossier è già stato inviato alla Dda, e della vicenda è stata anche informato il prefetto Francesca Ferrandino”.

Immediatamente dopo, le dichiarazioni di Legambiente e Mare vivo che hanno subito smetinto di avere alcun tipo di rapporto con Caruana e soprattutto, negato un qualsiasi coinvolgimento nell’assunzione del giovane. Come dire, se cercate collusioni, rivolgetevi al Wwf.

Leonardo Caruana è figlio di Gerlando, Gigi per chi lo conosce, a sua volta figlio di Leonardo, morto ammazzato, personaggio di spicco dell’omonima famiglia mafiosa. Inevitabile il ricorso storico, inevitabili le polemiche, inevitabili i distinguo.

Il giovane Caruana, però, chiede e vuole altro. E lo fa con una lettera inviata alle massime autorità dello Stato, soprattutto alla Procura della Repubblica, affinchè indaghi su di lui. E se le indagini dovessero dare il risultato che Caruana rivendica con forza, quest’ultimo vuole essere lasciato in pace. Ecco il testo della lettera redatta con l’assistenza del suo legale di fiducia, avvocato Salvatore Pennica:
“Io sottoscritto Leonardo Caruana, residente a Siculiana, elettivamente domiciliato ai fini della presente in via Imera 189, presso lo studio del proprio difensore avvocato Salvatore Pennica del foro di Agrigento, rappresenta quanto segue alla cui migliore intelligenza dei fatti sommette.

Con disappunto e rammarico lo scrivente si trova, suo malgrado, al centro di una vicenda riportata dagli organi di informazione laddove si adombra il sospetto che l’assunzione del sottoscritto da parte del Wwf possa celare “un interesse della famiglia Caruana alla gestione di quella villa che una volta era di loro proprietà”. In altri articoli vengono riportati i punti di vista oltre che del Wwf, di altri esponenti di Lega ambiente e Mare Vivo, e viene ripreso il sospetto che dietro l’impiego del sottoscritto, a tempo determinato quale volontario del Wwf, si celino interessi mafiosi. In ultimo, il presidente di Lega Ambiente, tale Fontana, in un articolo definisce “una leggerezza del Wwf l’assunzione” e conclude preannunciando un incontro con il prefetto di Agrigento, Francesca Ferrandino.

Nella società della comunicazione tra annunci di conferenza stampa e forme di pubblicità legate ai ruoli politici si dimentica, come nel caso di specie, di ascoltare la versione del cittadino che si ritrova, inaudita altera parte, come soggetto compromesso nell’ immagine e nella legittima aspettativa di una vita dignitosa ovvero occupata nel lavoro. Per sgomberare il campo dal troppo, dal vano, dal distorto e dall’illecito si precisa.

Il sottoscritto ha svolto, prima di entrare nel vivo di una polemica tra le associazioni ambientaliste dal chiaro sapore strumentale, una variegata attività lavorativa e di volontariato meglio riassunta nell’allegato curriculum vitae. La lettura, anche frettolosa, dell’indicato curriculum evidenzia che il rapporto con il Wwf non è nato in concomitanza dell’impiego a tempo determinato presso la struttura di Siculiana ma è sedimentato nel tempo attraverso una attività di volontariato per l’associazione ambientalista non retribuita. Pur nel rispetto della differenza di ruoli e di funzioni il sottoscritto non può , per questioni di politica ambientalista, essere additato quale figlio di boss impiegato presso il Wwf con celati intenti mafiosi ma desidera ricordare che è un volontario che dopo anni di volontariato, non retribuito, è stato apprezzato dal Wwf per l’impegno profuso in silenzio e senza padrini politici o di altro biasimevole tenore. Di guisa che è legittimo potere lavorare all’interno del Wwf perché è il naturale sbocco di una attività decennale sulla quale il sottoscritto, senza che lo chiedano altri, desidera che si facciano tutti gli accertamenti necessari per verificare l’esistenza di pressioni di qualsiasi natura sul percorso di volontariato di “Leonardo Caruana”. Ognuno di noi ha diritto all’identità, all’immagine, valori protetti dalla Costituzione Italiana che si intendono violati quando, sulla scorta di un garantismo manicheo, si indica un volontario “figlio di boss….”

La legge naturale di Maritan che regola i rapporti di padre e figlio è diversa dal diritto positivo che regola il diritto al lavoro e la tutela della persona. Il sottoscritto non è mafioso, non è sottoposto a misure di prevenzione personale, ha una condotta di vita specchiata, non frequenta pregiudicati, è incensurato, rispetta la Legge, ripugna la mafia, ha scelto di vivere onestamente e quindi, consapevole delle difficoltà inerenti il cognome, si è costruito un percorso di vita modesto ma limpido e nonostante tutto è penalizzato con considerazioni fuori di luogo che ledono l’immagine e compromettono la legittima aspettativa di avere il rinnovo dell’incarico presso il Wwf. Ragione per la quale se a causa delle polemiche montate sulla stampa, con sospetto tempismo e dal sapore politico, il sottoscritto non dovesse riavere il rinnovo sarebbe violato il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge oltre il diritto di avere una vita dignitosa e una retribuzione adeguata.

Per queste ragioni si inoltra la presente all’Autorità Giudiziaria con la richiesta di fare piena luce su ogni iniziativa privata e pubblica di Leonardo Caruana per concludere di inviare una nota di indirizzo a quanti chiedono di incontrare il Prefetto per parlare del sottoscritto, in assenza del diretto interessato.

In tal modo qualora dovessero emergere controindicazioni, secondo il principio di tassatività della norma penale, in ordine all’impiego del sottoscritto è giusto che Leonardo Caruna sia allontanato ma qualora lo screening richiesto sia esente da rilievi e censure si invoca il rispetto della dignità della persona, sia quale figlio che non può avere leso la propria immagine sia quale cittadino che non esiterà a citare in giudizio quanti inopinatamente fanno infondati apprezzamenti che possono compromettere la esistenza di un uomo.

La disponibilità del sottoscritto è piena nel rispetto della Legge per eventuali audizioni al fine di fornire ogni utile chiarimento”.