Parte il redditometro con l’accertamento fiscale a tappeto in ragione del differenziale

“Il ministro Grilli del Governo Monti, il 4 gennaio scorso, ha emanato i decreti attuativi del redditometro, varato dal Governo Berlusconi – Tremonti: uno strumento utile per combattere la evasione fiscale che costituisce in tutto il Paese uno dei “tumori” che debilita le entrate dello Stato e dei Comuni.
Così come specificato dall’Agenzia delle entrate, in riscontro ad una specifica richiesta sindacale, l’accertamento non riguarderà chi è titolare di una sola pensione e che non superi i 2000 euro al mese.
E, poiché il 56% dei 155.000 pensionati agrigentini ha una pensione, purtroppo, inferiore a 1000 euro ed un altro 39% non và oltre i 2000 euro, vuol dire che queste due fasce di pensionati saranno esclusi automaticamente dai controlli. Mentre tutti gli altri lo saranno!
E’ bene dire che è giusto che lo Stato individui, oltre i finti invalidi, i finti poveri, gli evasori totali e parziali che scaricano l’imboscamento dei loro redditi reali, o parte di essi, al fisco, gravando gli altri di un peso maggiore di tasse rispetto al dovuto perché costretti a pagare le loro parassitarie ed illegali franchigie”.
Lo dichiara il segretario dello SPI della CGIL Piero Mangione.