Assunzioni al 118, condannata l’ex giunta Cuffaro

Avrebbero causato un danno erariale derivante dal potenziamento arbitrario del servizio di emergenza ed urgenza 118, all’epoca gestito dalla Sise, società interamente partecipata dalla Croce rossa italiana, a cui la Regione Siciliana aveva affidato mediante convenzione il servizio.
Per questo motivo la sezione d’appello della Corte dei conti per la Sicilia ha condannato al pagamento di 12.481.474,56 di euro (il danno erariale in primo grado era era stato quantificato in oltre 37 milioni) i componenti della ex giunta regionale guidata da Cuffaro.

I condannati sono Salvatore Cuffaro (729.877,88 euro), Innocenzo Leontini (598.612,38), Carmelo Lo Monte (598.612,38), Antonio D’Aquino (729.877,88), Francesco Scoma (729.877,88), Francesco Cascio (729.877,88), Fabio Granata (598.612,38), Michele Cimino (598.612,38), Mario Parlavecchio (729.877,88), Giovanni Pistorio (729.877,88) e i componenti della Commissione Sanita’ dell’Ars: Santi Formica (729.877,88), Antonino Dina (729.877,88), Giuseppe Basile (729.877,88), David Costa (729.877,88), Giuseppe Arcidiacono (729.877,88), Giancarlo Confalone (729.877,88), Angelo Moschetto (729.877,88).

Secondo i giudici, in prossimita’ delle elezioni regionali del 2006, senza alcuna preventiva verifica di utilita’ ed economicita’, e nonostante il legislatore avesse previsto la non prorogabilita’ della convenzione oltre il 2005′, la giunta e alcuni parlamentare facenti parte della commissione Sanita’, avrebbero deciso il potenziamento del numero delle ambulanze, quasi raddoppiandolo (da 167 a 280) e la diminuzione, da 36 a 30, del monte ore settimanale del personale gia’ in servizio, consentendo l’assunzione diretta di circa tremila persone individuate nel bacino del precariato (precari della Sise e corsisti dell’ente di formazione Ciapi, di recente al centro di un’indagine della Guardia di finanza anche per il resto di finanziamento illecito ai partiti).