Palma, agguato del venerdì santo: il pm cambia le imputazioni

Le pistole usate per uccidere Nicolò Amato e per ferire il figlio Diego erano due. Raimondo Bonfanti sarebbe l’esecutore materiale dell’omicidio. Il fratello Nicola avrebbe materialmente sparato al figlio della prima vittima senza riuscire a ucciderlo. Il padre Vincenzo, che si trovava insieme a loro, avrebbe predisposto tutto invitando i figli a sparare (“ammazzalo, ammazzalo”). Il pubblico ministero Santo Fornasier ridisegna lo scenario di quello che doveva essere un duplice omicidio per vendicare alcuni contrasti di natura economica. Ieri mattina, al processo con rito abbreviato a carico del solo Raimondo Bonfanti davanti al gup Ottavio Mosti, è stato letto il nuovo capo di imputazione alla luce dell’audizione di Diego Amato, il ventiquattrenne sopravvissuto all’agguato. Il suo racconto ha consentito alla Procura di delineare e precisare meglio le singole condotte contestate.