Anche ad Aragona boom di Grillo

Con 1516 preferenze al Senato e 1973 voti alla Camera, il Movimento a cinque stelle di Beppe Grillo è risultato – anche ad Aragona – il partito più votato.
Seguono il PD con 1047 preferenze al Senato e 1121 alla Camera, il PDL con 576 voti al Senato e 649 alla Camera, Con Monti per l’Italia ottiene 329 preferenze al Senato e 345 alla Camera, il Partito dei Siciliani (MPA) ottiene 306 voti al Senato, Grande Sud raggiunge quota160 preferenze al Senato e 303 alla Camera, Il Megafono 132 voti al Senato, Fratelli d’Italia ottiene 67 voti al Senato e 76 alla Camera, mentre Rivoluzione Civile – Ingroia si aggiudica 77 voti al Senato e 117 alla Camera.
Un risultato che delinea la crisi drammatica e probabilmente irrisolvibile dei partiti, nella quale viene premiata una formazione “né di destra né di sinistra” che lavora alla costruzione di un nemico esterno e che ha trovato terreno fertile nella Sicilia e soprattutto nell’Italia contemporanea. Degenerazione che ha radici profonde e che deriva dai tanti scandali che hanno coinvolto la politica nel suo complesso, dalla precarietà e soprattutto dalla disoccupazione giovanile dilagante.
Dunque, l’analisi politica da mettere in evidenza, è che il centrosinistra e centrodestra, insieme hanno perso qualcosa come 9 milioni di voti al Senato e circa 10 milioni di voti alla Camera mentre la Lega ha dimezzato le sue preferenze. Un dato importante e significativo. E che la dice lunga sulla crisi profonda dei partiti della seconda repubblica. Voti che sono andati in gran parte a ingrossare il mare tumultuoso del movimento di Grillo. Non accorgersi di questo, significa sottovalutare ancora la portata epocale della svolta del movimento Grillino.
Ma come si farà a governare l’Italia?