“Aut Aut”, quattro imputati patteggiano la pena

Primi verdetti nel processo scaturito dall’inchiesta “Aut Aut” che vede 19 licatesi imputati, a vario titolo, per il reato di estorsione, usura, detenzione illegale di armi, turbativa d’asta e spaccio di droga.
Dinanzi al Gup Alessandra Vella, quattro imputati hanno patteggiato la pena.
Si tratta di Orazio Candiano (condannato alla pena di un anno di reclusione e duemila euro di multa), Vincenzo Amato (tre anni e 21mila euro di multa), Angelo Amato (due anni e due mesi di reclusione) e Ottavio Giuseppe Amato (un anno di reclusione).
Nel processo sia l’avvocato Giuseppe Peritore, che ha denunciato minacce e ricatti, che il consiglio forense si sono costituiti parte civile. Il legale è assistito dal collega Girolamo Cannella mentre l’organo che rappresenta gli avvocati è patrocinato dal segretario dell’Ordine, Ignazio Valenza.
Gli imputati che avrebbero fatto parte della cosiddetta “banda di Licata” che – sostiene l’accusa rappresentata dal pm Andrea Bianchi – riusciva a manipolare con violenze e minacce gli esiti delle aste giudiziarie, acquisendo a basso prezzo gli immobili.
Angelo Massaro è stato ammesso al rito abbreviato che si celebrerà il prossimo 26 marzo. In quella data si deciderà anche sulla richiesta di rinvio a giudizio per Angelo Consagra, 41 anni, Angelo Antona, 46 anni, Angelo Massaro, 44 anni, Alessio Gueli, 26 anni, Giovanni Incorvaia, 61 anni, Michele Vedda, 29 anni, Orazio Candiano, 29 anni, Gaetano Castagna, 25 anni, Claudio Catania, 24 anni, Antonino Oliveri, 25 anni, Bartolo Consagra, 37 anni, Giorgio Candiano, 55 anni, Angelo Candiano, 32 anni, Giuseppe Lombardo, 65 anni, Antonio Cannizzaro, 45 anni, e Gerlando Di Carlo, 24 anni.