Estorsioni mafiose ai posteggiatori, le vittime: “Era solo elemosina”

“Una volta ho dato undici euro a Pietro Capraro, ma l’ho fatto per elemosina e non perché temevo per la mia incolumità”. Il parcheggiatore abusivo Giuseppe Stagno, presunta vittima di estorsione, ammette di avere consegnato del denaro ma nega timori di rappresaglie. È iniziata con l’audizione di due presunte vittime l’istruttoria del processo “Parcometro”. Sul banco degli imputati, oltre al ventisettenne Pietro Capraro, siedono Vincenzo Cacciatore, 47 anni, e Nicolò Vasile, ventidue anni. Per tutti l’accusa è di estorsione aggravata dal metodo mafioso. In sostanza avrebbero imposto il pizzo ai parcheggiatori abusivi della città.

Le presunte vittime non hanno confermato del tutto. “In altre circostanze – ha detto Stagno rispondendo alle domande del pm Rita Fulantelli – Capraro mi ha chiesto soldi e non glieli ho dati. Ho deciso di sporgere denuncia dopo avere ricevuto una telefonata anonima, qualcuno mi minacciò dicendomi che non sarei più dovuto andare nel piazzale a San Leone”.