Appalto truccato per i servizi sociali. Tutto partì da un esposto anonimo

“Una lettera anonima ci avvisò che l’appalto sarebbe stato vinto dalla Tetris perché era truccato”.

Il maresciallo dei carabinieri Leonardo Samaritano ha ricostruito per oltre tre ore le tappe dell’inchiesta che ha portato a processo undici persone con le accuse di turbata libertà degli incanti, abuso di ufficio e falso. “Il 5 marzo del 2009 – ha detto il sottufficiale rispondendo al pm Giacomo Forte – ci arrivò un esposto anonimo secondo cui una gara di appalto del Comune sarebbe stata pilotata a vantaggio della ditta Tetris. Si trattava di un servizio di esternalizzazione dei servizi sociali. Il giorno dopo lo svolgimento della gara, il 10 marzo, ci siamo informati sull’esito e in effetti se l’era aggiudicata proprio la Tetris”.

Sul banco degli imputati, davanti al collegio presieduto dal giudice Giuseppe Lupo, siedono Giovanni Lattuca, dirigente del Comune; Anna Maria Principato, Arturo Attanasio e Antonietta Sciarrotta, dipendenti comunali; Maria Rita Borsellino, responsabile della «Tetris»; e i dipendenti della ditta, Calogero Sicurella, Maria Ginex, Letizia Montalbano, Antonella Di Vincenzo, Ivana Anna Rizzo e Alessandro Fanara. “Abbiamo controllato i documenti – ha aggiunto il maresciallo Samaritano – e ci siamo accorti di numerose irregolarità. La Tetris non aveva neppure i requisiti di anzianità previsti”.

Dopo la testimonianza di Samaritano, Lattuca (assistito dagli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, nel collegio anche i legali Terrazzino, Catalano, Scozzari, Noto e Imbornone) ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee. “Ho organizzato il servizio – ha detto l’imputato – recependo un atto di indirizzo politico dell’assessore Giovanni Traina. Ho esternalizzato la gestione perché il personale del Comune non era in grado neanche di scrivere una lettera al pc”. La stessa giunta comunale si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Daniela Posante mentre De Francisci è stato prima ammesso e poi escluso dal tribunale dopo il rinvio a giudizio degli imputati.