Agrigento Punto e a Capo, lettera aperta al sindaco Zambuto

imageEsimio Sindaco, le scriviamo ancora una volta per rappresentarle il nostro disappunto e rammarico nel constatare che nonostante le nostre azioni di civile protesta, non riscontriamo di contro, una presa d’atto, magari, con un gesto di sensibilità nei riguardi di una città totalmente abbandonata dal punto di vista della manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Noi con le nostre “sortite” abbiamo voluto mettere in luce quanto poco occorrerebbe per dare un tangibile segnale di reale amore e rispetto verso i cittadini contribuenti, la cui tolleranza viene messa giorno dopo giorno a dura prova, dovendo affrontare non soltanto disagi di natura economica (tasse più care d’Italia, bollette selvagge e quant’altro) la cui risultanza, al contrario, è la quotidiana lotta nel tentativo di dover vivere un’esistenza finalizzata all’ambizione di avere una città normale, subendo: strade piene di buche e dissesti vari (dove per una palettata di catrame si tiene il traffico del centro città ostaggio di una buca transennata per oltre un mese); l’invasione ovunque di erbacce spontanee; disaggi da vere calamità allorquando, con le prime piogge per la mancata manutenzione delle caditoie, le discese si trasformano in fiumi e le piazze in laghi artificiali di detriti e melme varie; servizi pubblici (su cui ne rimandiamo il giudizio al sondaggio non certo confortante, del settimanale “l’Amico del Popolo”). Veda caro Sindaco, tra noi gente di APC, vi sono professionisti, insegnanti, giovani avvocati, qualche medico, funzionari di banca, commercianti, ingegneri, architetti, disoccupati ed infine un ex funzionario dei VV.F. Insomma, gente comune che sottrae tempo prezioso alla famiglia e, vieppiù, al lavoro ma, soprattutto gente libera da condizionamenti politici, altro che 4 schiffarati pensionati come qualcuno (cui ovviamente disturba il nostro modo di operare) ama definirci. Tutti animati da un comune senso dell’amore e voglia di riscatto per il luogo che viviamo: “LA NOSTRA AGRIGENTO” – Sempre da quella “certa casta di pance piene e benpensanti a buon mercato”, veniamo additati come “quelli del NO a prescindere”. Sindaco, le chiediamo di spogliarsi per un attimo dalla carica di primo cittadino e dunque trasformarsi a comune utente, per rivolgerle un paio di domande: comprenderebbe le ragioni del NO alla privatizzazione ed alla copertura dell’unico campetto COMUNALE della Villa del Sole? Da libero cittadino direbbe NO e si indignerebbe nel vedere la medesima villa trasformata a discarica? Da cittadino utente si sentirebbe sfottuto e direbbe NO nell’assistere per ben 5 edizioni ad una inaugurazione del parco Icori Addolorato? Sempre da libero cittadino, proverebbe quantomeno un certo disaggio se non vergogna, ad ospitare le migliaia di avventori e turisti che in occasione della sagra del mandorlo in fiore si riverseranno nella nostra città, offrendo loro oltre alle note bellezze, una città devastata e senza un cesso pubblico? Non ritiene queste, ragioni sufficienti a poter dire un altro NO? Ecco vede, Queste sono le ragioni dei nostri NO e le grideremo sempre se necessario anche ad alta voce pur di essere ascoltati. Ad ogni buon conto saremmo lieti di venire smentiti magari assistendo ad una task-force comunale che veda il ricorso a tutte le risorse umane, finalizzata quantomeno ad un tangibile segnale di buona volontà verso quelli che riteniamo problemi di facile soluzione, ne prenderemmo atto e ritorneremmo al nostro vivere quotidiano che non è certamente questo.
Agrigento lì, 13/01/2013
Agrigento Punto e a Capo