Se il Brasile non fa il Brasile!

Dunque, in ordine:

– non esistono più le mezze stagioni;

– non facciamo di tutta l’erba un fascio;

– i sindacati hanno rovinato l’Italia;

– si stava meglio quando si stava peggio;

– quando c’era lui dormivamo con le porte aperte;

– gallina vecchia fa buon brodo;

– sono sempre i migliori che se ne vanno;

– una volta qui era tutta campagna;

Ed infine, in occasione dei Mondiali di Calcio:

– l’Italia fa sempre catenaccio, e poi segna in contropiede;

– ehhhh – sospiro – i Brasiliani quando giocano al calcio pensano allo spettacolo invece che al risultato.

Falso falso falso.

Sempre nell’ordine:

– 1970: Italia – Brasile;

– 1982: Pablito segna, ma il Brasile disegna (sogni che lascia sul campo);

– anni ’90/4/8 – Brasile Italia (anche ai rigori…).

Ed ecco, un flash nella memoria:

un aeroporto, una samba in sottofondo (“mas que nada”), e 12dico12 semidei che scherzano, dando del tu, del lei e del noi al pallone, prendendolo e prendendosi in giro. Meraviglioso spot pubblicitario, certo, ma anche l’essenza del gioco che sino ad ora ha incarnato il Brasile. Ritmo, fantasia, genio, sregolatezza, lucidità, armonia… Ebbene, oggi quello, spirito più che incarnato si è “incarnito”, come un pelo maldepilato (mi scuso per il paragone, ma è calzante).

Si. La partita Brasile – Corea del Nord non ha solo fatto venire meno un mito (che i calciatori brasiliani giocassero per il loro divertimento, e poi muoia Sansone etc. etc.). Peggio, hanno distrutto una frase fatta.

Non c’è riuscito neppure il riscaldamento globale con le mezze stagioni (che hanno solo cambiato posto sul calendario); sui sindacati… anzi; l’erba è diventata un unico fascio da tempo (al limite è cambiato chi se la fuma); che se ne vadano sempre i migliori continua ad essere la regola, giusto giusto per non parlare male dei defunti; sulla campagna… bastano le fotografie aeree.

Ed il Brasile? Giusto questa mi dovevate togliere. Perché non avete pensato alla gallina vecchia; all’Italia catenacciara; al fatto che quando c’era lui (quello dell’erba dico… cioè… no… quello del fascio) non si rubava perché non c’era una beneamata cippa da rubare. E forse che si stava meglio quando si stava peggio?

E invece no, mi deve cadere un mito, una frase fatta, un perfetto teorma onirico – calcistico.

Beh, d’altronde è da qualche hanno che cercano di farne cadere un altro.

Vi ricordate quando si diceva: quell’uomo è una forza della natura? Hanno cercato di farci credere che forse la natura non fosse poi così irresistibile, che la si potesse “imbrigliare” (già il termine dovrebbe preoccupare…). E come la mettiamo con il Golfo del Messico?

Il petrolio si sa, inquina, ma che potesse essere incontrollabile non era messo in conto dai più. Insomma, basterà usare meno le macchine, produrre energie pulite, dove sta il problema? Sta nel fatto che quando il genio esce dalla bottiglia non si può rimetterlo dentro. Ormai da due mesi provano e riprovano a chiudere una falla petrolifera, ma non ci riescono. Niente, il petrolio continua ad uscire. Come finirà? Non lo so, o meglio, so che se finirà male noi non lo sapremo (chi vuoi che vada a controllare laggiù).

Ed io penso: in Italia vogliamo riportare il nucleare. Lo abbiamo imbrigliato? Ma lasciatemi perdere, che sono nervoso, e potrei dire qualche sproposito. Tipo che a montare la guardia alle centrali ed alle scorie ci vadano tutti quelli che lo vogliono, il nucleare. Ma tanto, lì, se c’è una fuoriuscita… magari neanche facciamo in tempo ad accorgercene.

Angolo cucina

L’argomento mi ha messo di cattivo umore, per cui, al fine di cambiarlo, vi consiglio questa volta un secondo piatto semplice semplice: le sarde sbattute a muro.

Prendete le sarde, belle fresche e del mediterraneo. Non lavatele. Evisceratele e ora sciacquate. Preparate il barbecue, o la carbonella…, e mettetele sopra intere. Aggiungete solo il sale. E BASTA.

Per intenditori: porre sul fuoco un “canale”, ovvero una tegola concava di terracotta, e arrostire lì sopra il pesce.

Non mettete intingoli e salsine, ma mangiatele calde anche scottandovi le dita.

Domanda: perché  “sbattute a muro”? perché le sarde, se sono buone, le potete fare in qualunque modo… sempre che non si estinguano.

Beveteci sopra per dimenticare (la marea nera e la BP), e per ricordare (l’odore del mare). Che cosa? Un monovitignio grillo. La marca sceglietela voi (se vi becco con lo chardonnay vi strangolo) Sigh.

Giovanni Crosta