Pira (MpA): “Necessario accendere i riflettori sulla grave situazione del Comune di Campobello di Licata”

“Occorre accendere i riflettori su quanto sta accadendo al Comune di Campobello di Licata. Comprendiamo il disagio del sindaco Michele Termini che ieri ha chiuso il portone del municipio in segno di protesta. L’MpA garantirà una forte azione politica attraverso un ordine del giorno che presenteranno i nostri deputati domani all’Assemblea Regionale Siciliana ed attraverso interrogazioni ed emendamenti che presenteranno i nostri parlamentari alla Camera ed al Senato”.

Lo ha dichiarato il Commissario provinciale del MpA, prof. Francesco Pira, che ha sottolineato come alcuni comuni come Campobello di Licata, che sotto la gestione commissariale hanno goduto di fondi straordinari dallo Stato e di una sospensione del patto di stabilità, tornando allo status ordinario, non riescono più a essere governati.

“Ho parlato a lungo delle questione con il Vice Sindaco del nostro Movimento, Vito Terrana, ed i consiglieri comunali e il commissario locale del partito Gianluca Falsone, e sono stato informato – ha rilevato ancora Pira – che la nuova amministrazione è  obbligata al rispetto del patto di stabilità , con un peso economico di quasi 6 milioni di euro, che determina uno squilibrio tra gli indicatori di valutazione. A questo si aggiunge che non si capisce per quale ragione il piano delle opere concordate con la Prefettura sulla base di quanto disposto dal 3° Comma del Decreto Lgs. 267/2000 con delibera 53 del 30 dicembre del 2009 non è stato mai finanziato. Questo ci stupisce perché i fondi da utilizzare sono quelli sequestrati alla mafia. E’ una situazione paradossale che ci permette di rivendicare – afferma il Commissario Provinciale del MpA- come partito etno regionalista quello che predichiamo da tempo: i soldi dei siciliani devono restare in Sicilia. E’ assurdo pensare che la Sicilia venga violentata dalla mafia e che poi i soldi riacquisiti dallo Stato non vengano utilizzati per opere pubbliche di primaria importanza come quelle progettate dal Comune di Campobello di Licata”.

In Sicilia, Calabria e Campania i comuni sciolti per mafia si trovano in condizioni socio-economiche di particolare gravità, anche sotto il profilo dell’ordine pubblico e sarebbe importante consentire la deroga al Patto di stabilità cosi come disciplinato dall’art 77 bis della legge n.133/2008 e successive modifiche e integrazioni.

Pira lancia poi un appello a tutti i parlamentari eletti all’Assemblea Regionale Siciliana ed a tutti i parlamentari nazionali eletti in Sicilia: “non vorremmo che forze politiche a forze spinta federalista del nord spingano il Governo ad utilizzare i fondi sequestrati alla mafia per grandi eventi che si svolgeranno nei prossimi anni al Nord lasciando nel baratro la Sicilia ed il Sud”.